Primo anno in Spagna, all’Espanyol, cullato dal mare e dalla movida di Barcellona: 36 presenze, tre gol, tanti applausi. Secondo anno al Maiorca, dove pure male non si vive: 10 presenze, tanti infortuni, pochi applausi. La retrocessione all’ultima giornata. Marash Kumbulla, 26 anni, ha giocato nella Liga nelle ultime due stagioni. Il suo cartellino è però di proprietà della Roma con cui, oltre alla Conference vinta a casa sua, a Tirana, ha disputato 68 partite. Il suo contratto scade nel 2028, il futuro è tutto da scrivere.
Che succederà in questa estate? “Ancora non lo so. Intanto sono a Roma, poi vedremo se potrò giocare le mie carte o se invece cercheremo una soluzione condivisa con la società”.
Cosa intende? “Se resterò a Roma bene, non ho mai avuto problemi di alcun tipo. Altrimenti spero di andare in un club dove poter restare più anni, dove ci sia un progetto insomma”.
Italia o estero? “Non importa, anche se credo che Serie A e Liga siano i campionati più adatti a me. Giocare all’estero mi ha aiutato, sono cresciuto molto sotto ogni punto di vista. È un’esperienza che arricchisce e che consiglierei a tutti”.
Ha affrontato tanti attaccanti fortissimi in Spagna: il più ostico? “Oltre a Mbappé, scontato, dico Sorloth. Un osso duro”.
Se tornasse in Liga potrebbe ritrovare Mourinho… “Lui è allenatore da Real Madrid, è uno da club di altissimo livello. Nel caso, sarebbe un piacere. Grazie a lui ho vissuto una delle notti più belle della mia vita. Mi capita di ripensare alle emozioni di Tirana. La Roma, la coppa, i tifosi… E tutto nel mio Paese”.
La medaglia è a casa sua a Peschiera? “Non lo dico…” (ride, ndr).
Roma è tornata in Champions: l’ha seguita lo scorso anno? “Certo, ogni tanto ho sentito ancora qualche mio ex compagno. Recentemente El Shaarawy per gli auguri di nozze”.
Hermoso sembrava destinato alla partenza ed è diventato un punto fermo: piacerebbe anche a lei? “Certo, ho delle caratteristiche che potrebbero essere adatte al gioco di Gasperini. Al Verona, dove c’era anche D’Amico, ho lavorato con Juric che per certi versi è molto simile. Quindi sì, potrei sfruttare le mie qualità ma, ripeto, dobbiamo ancora parlare. Senza dubbio Gasperini è uno dei migliori allenatori d’Italia e d’Europa: i fatti parlano chiaro”.
Sta seguendo il Mondiale? “I gironi, sinceramente, non tutti. Le partite di adesso sì. Alla fine visto? Le europee arrivano sempre alla fine. Penso che avrebbero meritato più slot nelle qualificazioni”.
FONTE: Il Corriere dello Sport











