Prima pronto allo sbarco a Roma, poi diretto verso Riad, infine a casa a pensarci su. La telenovela Summerville ieri si è arricchita di un nuovo capitolo. Stavolta ricchissimo, al limite dell’incredibile, quasi come fosse un romanzo. Alla fine la verità arriverà oggi e molto probabilmente l’ala olandese deciderà di accettare l’offerta dell’Al Hilal. Ma i colpi di scena in questa trattativa sono all’ordine del giorno. E allora mai dire mai, fino alla fine. Insomma, ieri per la Roma era davvero tutto fatto. O almeno così sembrava. Nel senso che a Crysencio Summerville mancava solo di salire sull’aereo che il club giallorosso gli aveva mandato in mattinata a Rotterdam, per poi sbarcare nella Capitale. Ed invece quel volo l’ala olandese del West Ham non lo ha mai preso. Sospetto era anche il temporeggiare del club inglese, a fronte dell’ultima offerta giallorossa, con la Roma che aspettava una risposta al massimo in mattinata.
Risposta che non è arrivata e il perché lo si è capito strada facendo, con gli arabi dell’Al-Hilal che sono poi piombati sul giocatore verso l’ora di pranzo, presentando un’offerta shock, difficile da rifiutare. Francamente, impossibile per la Roma competere su cifre come queste, con il ds Tony D’Amico che in precedenza aveva fatto davvero il massimo per assicurare il giocatore alla Roma, arrivando a offrire 47 milioni più 4 di bonus al club inglese e un contratto da 4,2 al giocatore. Il che, sostanzialmente, voleva dire che Summerville sarebbe stato il calciatore più costoso della storia della Roma e anche quello più pagato dell’attuale rosa. Chiaramente, però, l’offerta della squadra di Simone Inzaghi ha cambiato l’intero scenario. Summerville alla fine si è preso altro tempo, anche perché sembra che la famiglia non sia convinta al 100% della scelta araba.
La Roma lo ha dato come perso, a fronte di un’offerta impareggiabile. Ma Gasperini è tornato alla carica richiamando il giocatore in serata, esattamente come i Friedkin si sono mossi con la proprietà del West Ham per cercare di mediare. A conti fatti la possibilità che Summerville riapra ai giallorossi è veramente minima, ma non nulla come invece sembrava ad un certo punto della giornata di ieri. A Trigoria però sono con la coscienza a posto, è stato fatto tutto il possibile per chiudere un affare che all’inizio sembrava anche impossibile da pensare. Adesso i giallorossi vireranno altrove, su altri profili. Garnacho ha una trattativa aperta con l’Aston Villa, su Endrick sembra essere arrivato il veto di Mourinho.
E allora il primo nome sul taccuino di D’Amico è quello di Antonio Nusa, il norvegese del Lipsia, uno che ha una valutazione di almeno 40 milioni di euro. Ma a questo punto il costo non è più un problema, la Roma quei soldi ce li ha. Bisogna solo capire su chi vuole metterli. Un altro nome che piace, ad esempio, è quello dell’altro norvegese, Andreas Schjelderup del Benfica, anche se è considerato un profilo un gradino più in basso dei vari Greenwood. Summerville o Nusa.
E poi? Ci sono i baby, con il senegalese del PSG Ibrahim Mbaye e il tedesco del Colonia Said El Mala. Il primo costa una trentina di milioni, ma il PSG non vuole venderlo e in caso lo darebbe solo in prestito. Il secondo, in-vece, viene valutato circa 50 milioni. E a Trigoria a quelle cifre ci pensano su, considerando che stiamo parlando di un 19enne e non di un giocatore già strutturato come sarebbe stato invece Summerville.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











