A quattro seggiolini di distanza dalla panchina si è percepito perfettamente il malumore di Gasperini. La sconfitta per 3-0 contro il Brighton ha chiuso il ritiro britannico con un campanello d’allarme che, a due settimane dall’esordio in campionato, ha cominciato a suonare con insistenza. È una Roma ancora indietro, atleticamente e numericamente, travolta da una squadra che avrebbe magari dovuto tenere testa ai giallorossi e non surclassarli. Certo, è calcio d’agosto. Ma il segnale va ascoltato: non è il risultato in sé a preoccupare, sono le risposte arrivate dal campo. E quelle hanno indicato una necessità precisa, condivisa da Gasp e dalla società: la Roma va migliorata in fretta(…).
Il Brighton ha giocato, costruito, divertito. La Roma non ha prodotto conclusioni in porta. Nemmeno una. Nel magnifico stadio inglese, dove gli spalti dei tifosi e dei media sono praticamente a bordo campo, le urla di Gasperini si sentivano chiare. «Non facciamo filtro davanti alla difesa, così non giochiamo se ogni ripartenza è un’occasione», ha detto più volte. E poi quello sguardo continuo verso il vice Gritti, quasi a cercare una spiegazione a una squadra incapace di dare continuità alle proprie giocate e di mantenere un atteggiamento difensivo adeguato.
Il problema è stato globale: difficoltà nell’ultimo passaggio, pallone gestito male sotto pressione, centrocampo incapace di fare filtro ed errori individuali. Hermoso sul primo gol, El Aynaoui sul secondo, N’Dicka sul terzo: tre fotografie di un pomeriggio da dimenticare. Georgino, con quel sinistro a giro sulla prima rete, ha invece mostrato proprio il tipo di esterno che Gasperini vorrebbe avere a disposizione. «Basta, cambiamo tutto», ha detto il tecnico dopo appena quattro minuti della ripresa. Prima El Aynaoui all’intervallo, poi Hermoso e N’Dicka, infine, a metà ripresa, Dybala (…) e Soulé (…), quest’ultimo tra i più vivaci.
Anche atleticamente qualcosa non torna. Malen è ancora lontano dalla condizione migliore, così come El Aynaoui e N’Dicka: l’effetto Mondiale. Wesley a sinistra corre, male Rensch a destra: «La doppia fase, la doppia fase! Guarda (riferito a Gritti, ndr), arriva in avanti ma non prova neanche a crossare. Lì a destra dormono». Un’altra fotografia del disagio di GPG. E quella fascia, infatti, non ha mai davvero funzionato, con Rensch destinato a lasciare spazio al nuovo acquisto Molina (…). Nel finale girandole dei cambi e gli applausi dei 750 romanisti presenti.
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi










