La voleva proprio così. La voleva cosi, il Gasp, la prima Roma della sua seconda stagione romanista. Bella, esagerata, in grado di mandare segnali alla concorrenza e far sognare un popolo che, come sempre, era tutto lì, in un Olimpico da brividi. L’ha avuta. La Roma di fatto ha asfaltato la squadra di Grosso: quattro gol e potevano essere il doppio, ha concesso un solo tiro degno di questo nome (…), dando una dimostrazione di forza che può avere solo una controindicazione. Ovvero di essere già al top della condizione atletica e fisica, cosa che all’inizio della stagione rischia di essere prematura.
Ma la voleva proprio così, dicevamo, il Gasp. Perché adesso, quando ancora manca una settimana alla conclusione del mercato, il tecnico potrà presentarsi di fronte alla proprietà, nella fattispecie l’ad Galantic, dicendo più o meno: avete visto che squadra? Siamo forti e con un gioco che fa la differenza. Abbiamo un Dybala che può tutto, un Malen che ci garantirà una vagonata di gol, un Koné che è una forza della natura, un Wesley che è una garanzia, un terzetto difensivo con tanto di riserve, un portiere che da due anniè il migliore del campionato, un terzetto di centrocampisti – (…)- che mi creano solo l’imbarazzo della scelta, giovani come Rodrigo Mora (…) che sono il presente e il futuro.
Non è il caso di fare un ulteriore sforzo per costruire una squadra che, nell’anno del centenario, possa puntare allo scudetto? Gasp vuole altri due giocatori. Ma serve, oltre al recupero di Pellegrini, quell’ala che possa garantire qualità e gol. Se arriverà quella giusta (…), Gasp può far paura a tutti.
FONTE: La Repubblica – P. Torri











