Martedì si chiude il mercato e Gasperini aspetta un ultimo rinforzo, dopo che il campionato è appena cominciato con una vittoria scintillante nella partita di esordio contro la Fiorentina. I Friedkin hanno seguito le sue indicazioni, hanno allestito una squadra competitiva, con due titolari per ruolo. Manca un ultimo sforzo, ma la Roma può essere già considerata una delle potenziali protagoniste della nuova stagione I proprietari texani sono arrivati nell’agosto del 2020, hanno rilevato la Roma da Pallotta, hanno già investito oltre un miliardo di euro. Ci hanno impiegato sei anni, ma adesso sono riusciti a costruire una squadra competitiva. Partendo da un dato certo: i giocatori migliori non si toccano.
A differenza di Pallotta, che aveva fatto cassa con diverse operazioni di trading sul mercato calciatori. Negli anni sono stati ceduti al miglior offerente Marquinhos (…), Alisson e Salah, che hanno fatto la fortuna del Liverpool. Solo per fare i nomi più eclatanti. La linea adottata da Dan e Ryan invece è stata questa sin dall’inizio della loro esperienza nel calcio italiano e nonostante i paletti imposti dal Fair play finanziario hanno trovato il modo di far quadrare i conti, con cospicui finanziamenti, senza privarsi dei big. Mancano quattro giorni alla conclusione delle operazioni – è vero – e in sede di mercato non possono mai escludersi sorprese.
Ma il direttore sportivo D’Amico, voluto da Gasperini e in perfetta sintonia con l’allenatore, nel prepartita di Roma-Fiorentina in occasione della sua prima intervista ufficiale ha detto che non ci saranno cessioni eccellenti. I Friedkin hanno cercato di accontentare Gasperini, hanno resistito ai tentativi per i big. Il tecnico alla fine della stagione scorsa ha avuto carta bianca e ha manifestato la necessità di non rivoluzionare la rosa che aveva appena conquistato la Champions. Ha ottenuto i rinnovi di contratto, anche quelli sui quali la società non era pienamente d’accordo e ha avuto l’assicurazione che i big non sarebbero partiti. Gli americani sono stati di parola.
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. D’Ubaldo











