Alla fine tanto caos per nulla. Nel senso che la Roma nelle ultime 48 ore le ha provate davvero tutte per provare a dare il famoso trequartista a Gian Piero Gasperini, senza però riuscire a portare qualcosa a casa. Anche se ieri è stata una giornata febbrile, soprattutto sul fronte Leweling. Già, perché il tedesco dello Stoccarda ha ballato a lungo tra il sì e e il no, per poi decidere di dar spazio ai suoi dubbi e rinunciare al trasferimento.
La Roma ad un certo punto della giornata era invece convinta di aver chiuso l’affare, tanto che i Friedkin avevano mandato un loro aereo privato a Stoccarda, pronto a portare di corsa il giocatore nella Capitale. «Siamo meno dello scorso anno, spero arrivi qualcuno», aveva detto Gasp a Lecce. Il giocatore, però, non si è mai convinto dell’opzione giallorossa. E quello che sorprende è che alla fine la Roma aveva anche trovato un’intesa con il club tedesco a 35 milioni senza però avere la certezza del sì del giocatore.
alLe altre piste che la Roma ha battuto fino alla fine sono state quelle dell’inglese Gittens e del brasiliano Luiz Henrique, entrambe tramontate, anche se per motivi diversi. Gittens (…) perché il Chelsea aveva anche deciso in extremis di aprire al prestito, ma legandolo all’eventuale acquisto di Manu Koné. Luiz Henrique perché ci sono stati dei problemi tecnici, a livello di tempistiche, nello scambio dei documenti con la Russia, dove il brasiliano gioca attualmente allo Zenit San Pietroburgo.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











