Non è l’ambiente giusto, il calcio, né la città, Roma, per poter impunemente scrivere su un giornale che la Roma quest’anno si porta dietro un’aura magica che potrebbe portare a vivere presto un sogno, e si è vista sin dalle prime due giornate ed è figlia di un’impostazione di società e di un mercato che non sono stati lasciati al caso. (…).
Ma possiamo limitarci a dire, e a scrivere, che almeno è piuttosto condivisa la netta percezione che finalmente si stanno facendo le cose per bene, e per questo si dovrebbe volare anche molto più alto di quanto a volte si fa nel chiuso di una sala stampa. La conferenza di ieri di Tony D’Amico – (…) – ha confermato quelle sensazioni, e anche quanto a volte si voli basso.
I nomi fatti di Dybala, Pellegrini, Mancini, Cristante non sono stati buttati a caso, ad esempio. Sono loro, infatti, i primi firmatari di quel manifesto di incosciente ottimismo che porta il faccione di Gian Piero Gasperini. Sono stati loro i garanti di questa operazione, quelli della banda del sesto posto, quello dalle caviglie fragili e l’umore alterno, quelli che, in un certo tipo di di vulgata, stavano affossando la Roma con la loro stessa presenza, e che invece a quanto pare hanno sposato subito il progetto, dimostrando quanto tengano alla Roma, e così trascinando con loro tutti gli altri, tutti in fila dietro a quel maestro di calcio di Gian Piero.
Con l’acume dell’uomo navigato a certe tempeste, visto che D’Amico si è barcamenato fino a oggi in ambienti dove la pagnotta te la dovevi guadagnare giorno per giorno, e dove alle provocazioni verbali rispondeva spesso accentuando concetti e dialetto, Tony ha volato più alto, individuando subito i punti cardinali del romanismo, le comete che hanno illuminato il percorso di Gasperini quando ancora parte del popolo giallorosso era diffidente.
E tutto il resto è gioia, compreso quel Rodrigo Mora che sì, occupa proprio il posto di attaccante sinistro di piede destro, nonostante le sfumature diverse che discendono dalle sue caratteristiche. È stato l’investimento più oneroso della pazza estate che abbiamo vissuto, ed è servito a dare a Gasperini quel che chiedeva da quella parte, un Dybala destro in pratica, ed è arrivato, smentendo la storiella (…) che il tecnico abbia chiesto da un anno e mezzo qualcuno che non gli viene dato. Gasp semmai è seccato per i condizionamenti del Fair Play Finanziario perché vuole volare ancora più alto e ha capito che se indica la luna diventa chiara a tutti la direzione. (…).
FONTE: Il Romanista – D. Lo Monaco











