È una Roma sessantottina ma no, qui la storia non c’entra, neppure gli studenti, neppure la politica. Sessantotto sono le volte che la squadra di Gasperini è andata al tiro dopo tre partite. Un’enormità, un fenomeno che racconta di una trasformazione ormai avvenuta: Gian Piero Gasperini è entrato in completo possesso della Roma, in campo altro non si vede che una simbiosi totale tra le idee dell’allenatore e la loro traduzione calcistica. Oggi la Roma è una macchina offensiva difficilmente limitabile, pure nel giorno in cui Malen è giù di corda. Il primo posto in classifica è figlio di questi numeri e autorizza pensieri arditi. Perché «i sogni non si soffocano», dice Gasp. E perché con l’Atalanta è arrivata una vittoria in uno scontro d’alta classifica. Era il Grande Difetto dello scorso campionato, una sola vittoria su 12 partite contro le prime sette in classifica, ora la rotta è stata invertita ed è un buon segnale per il prossimo futuro: nelle prossime 5 giornate, a cavallo della sosta, la Roma affronterà l’Inter, il Como e il Napoli.
I numeri raccontano questo: 68 tiri complessivi che potevano essere molti di più, perché contro Fiorentina e Lecce la squadra ha allentato la presa dopo aver messo in ghiaccio la partita. Ma un altro dato rende ancor meglio l’idea: dei 68 tiri, 47 sono arrivati dentro l’area di rigore. Fa capire molto bene la facilità della squadra di entrare negli ultimi 16 metri di campo, E il dato degli xG, gli expected goal, va di pari passo: 3,78 contro la Fiorentina, 4,14 col Lecce, 3,54 due giorni fa contro l’Atalanta. Per certi versi, la vittoria più sofferta è stata anche quella meglio giocata: dal 2022 una squadra di serie A non faceva nella stessa gara più di 70 tocchi in area avversaria, più di 35 tiri, più di 30 occasioni create e più di 10 conclusioni nello specchio. Quella squadra, nel 2022, era l’Atalanta di Gasperini. Ora inizia la Champions. Giovedì a Istanbul Gasp se la vedrà contro il Fenerbahce del grande rimpianto Greenwood. Ma non c’è spazio per i cattivi pensieri, oggi a Roma.
FONTE: Il Corriere della Sera











