Malen e Lautaro? “Negli ultimi venti metri, oggi, vedo Malen un gradino sopra Lautaro. La differenza sta soprattutto nella velocità con cui riesce a trasformare una situazione favorevole in una vera occasione da gol. Ha tempi di esecuzione cortissimi, legge subito dove può nascere la conclusione e raramente concede al difensore il tempo di rientrare sulla giocata. Se devo sbilanciarmi anche sui numeri a fine stagione, dico 25 gol per Malen e 20 per Lautaro. Nel gioco aereo è più forte Martinez. Non conta soltanto la struttura fisica e non basta essere più alti del proprio marcatore: fanno la differenza il tempo dello stacco, la scelta della posizione e il modo in cui si va ad attaccare la traiettoria. Lautaro queste cose le fa molto bene. Sa prendere posizione prima che arrivi il cross, riesce a liberarsi del difensore con piccoli movimenti e soprattutto va incontro al pallone invece di aspettarlo. In area, spesso, è proprio quel mezzo tempo guadagnato a decidere un duello. Sul piano tecnico do qualcosa in più a Malen soprattutto per la qualità qualità del primo controllo. È una caratteristica che mi colpisce molto: raramente riceve il pallone in maniera neutra. Il primo tocco è quasi sempre già orientato per uscire dalla pressione, spostare l’avversario o aprirsi una linea di gioco diversa. Riesce a portarsi il pallone da una parte o dall’altra senza spezzare il ritmo dell’azione e questo, soprattutto negli ultimi metri, gli permette di guadagnare quel tempo che spesso fa la differenza”.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











