Se questa Roma dovesse essere un suo film sarebbe, con molta probabilità, ‘Un sacco bello’, pellicola degli anni 80 che domina ancora le scene comiche nel Paese. Solo che sabato non sarà Ferragosto – come da trama – e la città sarà tutt’altro che deserta. Nella Capitale c’è grande attesa per lo scontro al vertice. RomaInter è il meglio che offre oggi il calcio italiano e tra i 67mila previsti all’Olimpico all’ora dell’aperitivo ci sarà pure Carlo Verdone, tifosissimo giallorosso pieno di buoni propositi, spinto dall’ottimo inizio della sua squadra del cuore, a punteggio pieno dopo quattro gare proprio come i nerazzurri di Chivu.
Carlo Verdone, può essere l’anno giusto per lo scudetto? «Beh, potrebbe, sì. Gasperini sta facendo un grosso lavoro, ha tirato fuori dei giocatori veramente incredibili e la squadra sta facendo molto bene».
Chi l’ha colpita? «C’è questo Lulli che non sapevamo neanche chi fosse sinceramente e, invece, si è rivelato un ottimo prospetto. Stiamo parlando di un ragazzo che, secondo me, vedremo molto presto in Nazionale. E poi c’è Pisilli, molto bravo. Adesso stiamo scoprendo pure Balerdi, ragazzo appena arrivato. Posso dire? Mi sembra fortissimo».
C’è Malen.. «Sì, certo. È stata la scoperta più incredibile, mi sembra che Gasperini abbia individuato la sua giusta posizione in campo. E i frutti si stanno vedendo».
Sabato arriva l’Inter. Fa paura? «Fa molta paura, senza ombra di dubbio. È una squadra che quando attacca diventa una furia, lo abbiamo visto in questo avvio di campionato ma anche la scorsa stagione sotto la guida di un tecnico bravo come Chivo. Ma l’Inter sa anche concedere qualcosa, e la partita con l’Udinese è stato un esempio. La Roma ha la miglior difesa del torneo, ma i nerazzurri spaventano sempre».
Che partita si aspetta? «Non sono il tipo di persona che si sbilancia in pronostici, anche perché è una partita con due grandi squadre e all’Olimpico può succedere di tutto. Non mi sbilancio ma le dico che – sicuramente – sarà una partita da gol. Ci saranno gol sia da una parte che dall’altra».
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Trupo











