Altri venti giorni da prima in classifica, ma soprattutto una consapevolezza acquisita: la Roma può giocarsela alla pari con tutti. Il pareggio con l’Inter di sabato sera è più un bicchiere pieno che vuoto nonostante la rimonta subita nella ripresa dopo la doppietta di Koné. Perché la squadra di Gasperini ha dimostrato di aver superato anche l’ultimo esame e aver trasformato quella vertigine da “paura di cadere, in voglia di volare” per cantarla alla Jovanotti.
E ora? La parola scudetto non deve intimorire. L’Inter resta la favorita, ma come aveva detto lo stesso Gasperini e poi anche Soulé al termine del big match «Noi lotteremo fino alla fine per infilarci». Perché il primato in classifica non è un caso ma frutto di un lavoro serio condotto in questi mesi da Gasperini, dalla dirigenza e dalla squadra. Proprio la compattezza dell’ambiente (tifosi compresi) rappresenta un fattore in più nella corsa da grande di una Roma che gioca a memoria, e lo fa con un ritmo davvero gasperiano e con un Dybala tornato in versione Joya juventina.
La Roma può ora sfruttare la sosta per preparare un piano di fuga con l’Inter e recuperare al 100% anche Lorenzo Pellegrini. Novembre è vicino e di solito è il mese d’oro di Gasp, quando la squadra che ormai ha assorbito i carichi di lavoro del ritiro estivo, i meccanismi tattici sono fluidi e i nuovi innesti del tutto integrati nel sistema di gioco. I numeri intanto la incoronano già. La squadra di Gasp ha la seconda miglior difesa del campionato (dietro il Cagliari) e il secondo migliore attacco con una differenza reti di +11. Ma sono tanti i dati che permettono di sognare.
La Roma è seconda anche come intercetti difensivi (alle spalle del sorprendente Cagliari), sempre seconda per passaggi riusciti (2359, dietro l’Inter), cross riusciti (31, sempre dietro l’Inter), tiri in porta (103, dietro l’Inter 115) e big chance create (23, Inter 26). Un testa a testa coi nerazzurri in tutti i reparti destinato a durare ancora a lungo. Tra i tanti nazionali in giro per il mondo, infine, c’è la notizia del forfait di Wesley che ha dovuto rinunciare alla chiamata di Ancelotti col Brasile a causa di un problema muscolare.
FONTE: Leggo – F. Balzani











