È cambiata la Roma, sono cambiati anche i suoi scontri diretti. (…) . Gasperini è riuscito a invertire la tendenza proprio nelle partite contro le grandi, quelle che misurano la forza e la personalità di una squadra. Lo ha fatto attraverso il lavoro quotidiano, la continuità, una tattica sempre più assimilata e un gruppo che con il passare delle partite ha imparato a conoscersi, a capirsi e a giocare insieme. C’è un prima e un dopo Gasp, e negli scontri diretti la differenza è diventata evidente.
E si legge tutta nei numeri. Negli ultimi cinque anni, contro le squadre che hanno partecipato almeno una volta alle coppe, la Roma a.G., avanti Gasp, aveva totalizzato soltanto 93 punti in 90 partite: una misera media di 1,03 punti a partita. Un dato che racconta, almeno in parte, perché la Roma non fosse più riuscita a qualificarsi in Champions. La svolta vera è arrivata ad aprile dopo la batosta contro l’Inter, l’ultimo big match perso dalla Roma prima di una lunga serie di risultati positivi. Da quel momento la squadra ha cominciato a macinare punti, costruendo bel gioco e trovando un gruppo sempre più affiatato. È la Roma d.G., dopo la mano di Gasp: 10 punti in quattro scontri diretti, con tre vittorie, un pareggio e nessuna sconfitta. (…) .
A quei dieci si sono poi aggiunti i sette punti raccolti in questa stagione contro Fiorentina, Atalanta e Inter. Un altro segnale della metamorfosi, perché la Roma adesso affronta i confronti diretti con un atteggiamento diverso, con maggiore solidità e soprattutto con la consapevolezza di poter competere. La media degli ultimi cinque anni resta inevitabilmente condizionata dal passato e ancora bassa: 113 punti in 102 partite, 1,11 punti a partita. Ma è comunque in rialzo, grazie a una Roma più forte, ben allenata e consapevole della propria forza, (…) . Il lavoro di Gasperini ha dato alla squadra una nuova identità e, insieme alla continuità, ha permesso di trasformare anche il rendimento nelle partite più pesanti. E la media degli ultimi 17 punti in 7 scontri diretti è addirittura di 2,43 punti a gara.
Ora, però, arriverà subito un altro esame. Dopo la sosta GPG affronterà il Como in trasferta, proprio sul campo dove l’anno scorso la Roma uscì battuta. Due settimane dopo il Napoli al Maradona, e lo scorso febbraio finì in parità. Era una Roma già in crescita quella, con un Malen in fase di rodaggio. Ma non era ancora la Roma di oggi. Non era ancora così forte nella tattica, negli automatismi e soprattutto nella consapevolezza. Adesso ci sono più certezze, un gruppo più rodato e una squadra che ha imparato a stare dentro le partite che contano. (…) .
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











