Donyell Malen è l’attaccante che il calcio moderno sembrava aspettare. Non è soltanto veloce, potente, tecnico o spietato: è tutte queste cose insieme. Un centravanti atipico, costruito attraverso una carriera nella quale, tra Aston Villa e Borussia Dortmund, gli è capitato di giocare da esterno quando, dentro di sé, voleva solo fare la punta. Poi è arrivato Gasp, lo scorso gennaio, con una promessa precisa: il ruolo da centravanti. E Malen ha risposto nel modo più rumoroso possibile, esplodendo.
Rapidità, scatto sul primo controllo, dribbling, fiuto della porta, capacità di occupare lo spazio, aggressione sulla trequarti, feeling con i compagni. Malen non è mai stato in carriera tutto questo, a Roma invece si è scoperto completo, letale, speciale. È un concentrato di qualità che rende difficile trovare un termine di paragone. Ricorda tanti grandi, per caratteristiche e movimenti, ma non è davvero paragonabile a nessuno. Anche perché alcuni accostamenti sono troppo pesanti, anche scomodi per lo stesso giocatore. Bobby, come lo chiamano a Roma, è semmai l’ultima evoluzione della prima punta.
Gasp lo accosta a Vialli per la combinazione di forza, attacco dello spazio, concretezza e capacità di essere sempre dentro la partita. Nel suo repertorio c’è qualcosa di Henry, mentre alcuni movimenti richiamano Milito, soprattutto per come legge l’azione e trasforma una situazione apparentemente normale in un’occasione da gol. I compagni (…), però, spingono il paragone ancora più in alto: Ronaldo il Fenomeno. Per la prima accelerazione devastante, lo scatto nello stretto, la capacità di bruciare il difensore in pochi metri e, soprattutto, quel fiuto del gol che non si insegna. Malen ce l’ha.
I numeri danno forma al suo istinto da predatore. Da quando ha vestito per la prima volta la maglia giallorossa, 23 partite e 20 gol in Serie A (…): una media impressionante, quella di un bomber da scarpa d’oro che sembra avere una fame inesauribile davanti alla porta. E nell’anno solare 2026 nessuno, nei cinque maggiori campionati europei, ha segnato più di lui. È la fotografia di un attaccante diventato rapidamente il punto di riferimento offensivo della Roma. Non soltanto per quello che produce in area, ma per tutto ciò che costruisce prima di arrivarci: pressione, movimenti, accelerazioni, letture. Malen partecipa alla partita, la aggredisce e poi la colpisce. E accanto a lui c’è Dybala, il genio che vede il passaggio prima ancora che lo spazio si apra. Quattro assist e otto occasioni create in campionato (…), mentre sono sette i gol di Malen costruiti insieme nelle prime dodici partite disputate tra la scorsa stagione e quella attuale.
Numeri che raccontano una connessione diventata sempre più naturale. Fantasia e ferocia. L’ultimo passaggio e il gol. Il talento e la potenza. Dybala e Malen sono diventati l’anima offensiva della Roma, una coppia capace di parlare la stessa lingua anche quando il pallone sembra ancora lontano dalla porta. E quando Malen parte, spesso, è già troppo tardi per chi deve fermarlo. Questo avvio da capocannoniere del campionato parla chiaro.
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi – G. Marota











