Chi può fare compagnia a Malen: Un interrogativo dalla cui risposta passera parecchio delle sorti di una Roma chiamata, dal rientro della sosta in poi, a confermare quanto di buono fatto in questo avvio di campionato. Merito del lavoro di gruppo, certo, ma soprattutto dell’impatto devastante che Malen, arrivato lo scorso gennaio, ha avuto nella Capitale. Con l’ultimo centro a Torino, l’olandese è arrivato a quota 20 gol in 23 presenze in serie A, spalmate a cavallo tra le due annate. Considerando il minutaggio, 1823′, Malen viaggia a una media di un gol ogni 91′ in campo, tradotto: una rete a partita. Con i 6 gol all’attivo in queste prime 5 giornate, l’ex Aston Villa guida la classifica marcatori, ma Gasperini sa di non poter dipendere esclusivamente dalla sua vena realizzativa e, per questo, cerca nella rosa chi può provare a tenere il passo.
D’altronde, avere più attaccanti prolifici non sarebbe una novità per il tecnico di Grugliasco, che nei nove anni di Atalanta ha registrato statistiche clamorose da questo punto di vista, con picchi di campionati da 98 e 90 gol, nelle stagioni 2019-20 e 2020-21. Merito sì di grandi centravanti ma, soprattutto, di una squadra abituata ad attingere a più risorse lì davanti. Soltanto in due annate — le prime due di Gasperini a Bergamo l’Atalanta concluse la serie A con un solo giocatore in doppia cifra. Dal 2018-19 in poi, infatti, i nerazzurri hanno potuto contare su almeno due calciatori da 10 o più reti. Nel biennio 2019-2021 furono tre – Muriel, Zapata e Ilicic nel primo anno, i due colombiani e Gosens nel secondo — e nel 2023-24, annata conclusa con la vittoria dell’Europa League, nella sola serie A la rosa dell’Atalanta chiuse con 4 marcatori in doppia cifra: Scamacca, Koopmeiners, Lookman e De Ketelaere.
Trovato anche a Roma il centravanti dei sogni, Gasperini ora gli cerca compagnia. Rimanendo al reparto offensivo, soltanto Soulé e Mora si sono sbloccati – rispettivamente 2 e1 gol in A — mentre Dybala è ancora all’asciutto, cosi come ovviamente Pellegrini, in attesa dell’esordio. Proprio a loro spetterà, da Como in poi, il compito di aumentare il coefficiente di pericolosità dell’attacco della Roma.
FONTE: Il Corriere della Sera











