Il pensiero è volato subito lassù, in cielo, a due figure che lo stadio lo sognavano più di tutti: Dino Viola e Franco Sensi, i presidenti degli ultimi due scudetti giallorossi. Probabilmente ieri avranno sorriso anche loro. Con gusto e cuore, quando Massimo Sessa (il Commissario Straordinario del Governo per Euro 2032) ha letto i 5 punti del verbale di approvazione della Conferenza dei Servizi decisoria, dando di fatto il via libera alla costruzione del nuovo stadio della Roma, la cui costruzione è prevista a Pietralata, nel quadrante nord-est della città.
Il percorso Ieri, dunque, è andata in scena la seconda e ultima seduta della Conferenza dei Servizi, svoltasi nel Parlamentino del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una seduta che ha visti coinvolti più di 50soggetti, tra enti e istituzioni, e che ha preso il via intorno alle ore 10.30 per arrivare poi alla lettura del dispositivo alle 13.13. Un orario che resterà nella storia del club giallorosso, perché in quel momento lo stesso Sessa ha di fatto ufficializzato l’autorizzazione al progetto.
Adesso la Roma dovrà redigere quello esecutivo, in base anche alle prescrizioni e alle osservazioni che le sono state presentate in queste settimane. Ci vorranno probabilmente tra i tre e i quattro mesi, poi il progetto esecutivo dovrà essere validato dal Comune, che subito dopo lancerà con un’ordinanza il bando per la concessione a costruire.
Un passaggio che richiederà un altro mese circa, con la speranza un po’ di tutti di poter arrivare poi alla fatidica posa della prima pietra a marzo del 2027. La presenza del commissario, infatti, ha già accorciato i tempi della conferenza (da 270 a 90 giorni), ma può fare lo stesso anche per quelli dei bandi di gara. Commissario che ieri ha invitato la Roma a convenire ad “accordi bonari” con i soggetti passivi degli espropri.
Il Governo Soddisfatte tutte le componenti coinvolte, a iniziare dal ministro dello Sport Andrea Abodi:«È un passaggio straordinario per la città di Roma. Una firma che sarà anche uno stimolo per tutti gli altri che seguiranno questo percorso. Un pensiero va a Viola e Sensi: il loro impegno in passato non ha trovato gli stessi strumenti».
Felice pure Matteo Salvini (ieri rappresentato dal consigliere Davide Bordoni), il ministro dei Trasporti: «Dopo anni di attesa un passo decisivo verso la realizzazione di uno stadio moderno, pensato non solo per il calcio ma come infrastruttura aperta alla città 365 giorni l’anno». Quindi il commissario Sessa: «Questi sono i risultati quando le cose si fanno bene e nel rispetto dell’enorme. È un grande passo, adesso si tratta soltanto di partire».
FONTE: La Gazzetta dello Sport – A. Pugliese











