“Mi sono ritrovato una difesa di gladiatori”. Gli è uscita così, tra il compiacimento generale. E probabilmente, al di là della retorica, avrà fatto piacere anche ai diretti interessati. Sì, perché leggi Gasp e pensi all’attacco, ai gol, ai centravanti, alle magie di Dybala, alle sovrapposizioni degli esterni. Poi, però, vai a leggere i numeri della difesa e rimani quantomeno sorpreso. Magari il miglior reparto arretrato dopo 5 giornate di campionato può essere un caso. Non lo può essere, però, se è la prosecuzione di un lavoro di un anno.
Perché andando a riprendere i numeri della passata stagione, la difesa giallorossa ha completato l’annata in seconda posizione (31 reti al passivo, media 0.82 a gara) dietro soltanto al Como (29) che oggi invece arranca con 6 gol subiti in 5 partite. E come se Gasp, si sia trasformato a 68 anni (anche se qualcosa si era cominciato a intravedere nell’ultimo anno all’Atalanta, concluso con il minor passivo dell’esperienza a Bergamo: 37 gol) in una sorta di difensivista d’attacco, capace di salvaguardare la difesa non rinunciando alla filosofia del gol.
Alcuni dati vengono in aiuto e spiegano anche come alcune frasi che spesso vengono interpretate come retoriche («Si difende in 11, si attacca in 11») soprattutto per il tecnico piemontese hanno un senso. Il riferimento è al recupero alto, all’efficacia della pressione che la Roma, giocando a uomo a tutto campo, esercita. I giallorossi nella varie statistiche del nostro torneo, sono primi per recuperi sulla trequarti: 5,8 a partita che li fanno essere anche primi per possessi riconquistati nella zona centrale del campo (141) che permette di chiudere il cerchio con 17 conclusioni nate da recuperi alti.
E qui si inseriscono i fantastici quattro, ai quali aggiungere Ghilardi e Kourielakis. Un pacchetto di centrali del genere – Ndicka, Mancini, Belardi e Hermoso – in serie A non ce l’ha nessuno. Nemmeno l’Inter campione d’Italia. Senza dimenticare che dietro di loro, tra i pali, gioca Svilar, da tempo il miglior portiere del campionato.
Gasp ha solo l’imbarazzo della scelta, potendo permettersi di non far giocare in partenza l’ivoriano contro l’Inter, preferendogli Belardi, e presumibilmente riproporlo proprio al posto dell’argentino domenica. L’Argentina affronterà infatti nella notte tra martedì e mercoledì al Monumental di Buenos Aires il Benin per l’ultimo di Messi in Albiceleste. L’ultimo impegno della Costa d’Avorio, invece, è stato sabato contro il Camerun, il che porterà Evan ad essere presente alla ripresa degli allenamenti martedì.
Considerando anche il lungo viaggio di ritorno (13 ore), appare difficile immaginare l’ex Marsiglia allenarsi prima delle 48 ore che precederanno la sfida tra giallorossi e lariani. Poco male, al di là dell’intercambiabilità degli interpreti, da domenica in poi la Roma è attesa da 9 gare in meno di un mese. Spazio ci sarà per tutti. Anche per Kourielakis, ieri titolare contro la Germania, che sinora ha racimolato appena 22 minuti in campo.
FONTE: Il Messaggero











