Quella orgogliosa di chi sa di aver dimostrato il proprio valore anche oltre le aspettative e quella scura, rabbuiata, di chi si è lasciato sfuggire un risultato importante proprio quando sembrava raggiunto. Una Roma a due facce quella che esce dalla sconfitta dell’Olimpico contro il Real Madrid dei campioni e dell’ex Mourinho. Una battuta d’arresto arrivata nei minuti finali dopo aver dominato per larghi tratti del match e che ha messo in mostra il meglio e il peggio delle qualità dei giallorossi, accompagnati, questo va detto, tutt’altro che dalla buona sorte, soprattutto per quanto riguarda gli infortuni.
Guai a pensare di poter esaltare una sconfitta maturata sul campo, ma di certo i novanta minuti di Roma-Real hanno detto molte cose e diverse non possono essere tralasciate. Prima di tutto Gasperini ha costruito una squadra in tutto e per tutto. Identità, intensità, e riconoscibilità anche di fronte alle star del calcio mondiale. Oltre gli infortuni e i limiti di una rosa lontana anni luce dai Galacticos in maglia bianca. Per oltre un’ora i giallorossi sono stati padroni del campo, concedendo il minimo agli avversari e tenendo sempre il controllo della partita con prestazioni individuali di altissimo livello. Su tutte quelle di Ndicka, Wesley, Soulé e Malen.
La Roma è sembrava vera grande sul prato dell’Olimpico mentre dall’altra parte i tanti tenori hanno faticato a trovare la giusta alchimia, poi il buio. I cambi di Mourinho che dalla panchina ha potuto pescare Endrick, Bernardo Silva e Guler hanno aumentato la potenza offensiva del Real mentre la Roma calava inevitabilmente dal punto di vista fisico e Gasp dalla panchina non ha trovato altrettanta fortuna. Ma paradossalmente più che uno strapotere fisico i Blancos sono sembrati più affamati e concentrati per tutti e novanta minuti mentre i padroni di casa, come ben ha detto il tecnico piemontese, si sono “piantati”. Un crollo decisamente più mentale che fisico che ha permesso agli avversari di andare in gol troppo facilmente su tre corner. La gestione del risultato non può essere mai un dettaglio per una squadra che ambisce a vincere, lo sa anche Gasperini che ora chiede una reazione immediata.
Che la Roma sia in grado di mettere sotto chiunque con il suo gioco è ormai fuori dubbio, ma sembra mancare quel tassello per definirsi davvero grandi. Ovvero quello di portare a casa vittorie importanti, soprattutto quando si ha la capacità di andare in vantaggio. Era successo l’anno scorso a Napoli e con la Juventus ed è successo già due volte in questa stagione contro l’Inter e mercoledì. Certo, l’aggravante dell’ultima occasiono sono i tre gol ravvicinati e subiti tutti allo stesso modo. Ma bisogna guardare avanti. Gasperini oggi ha scelto di parlare lo stesso in conferenza probabilmente anche per dare una scossa. Oltre alla delusone per il risultato e per gli infortuni, la Roma non può permettersi di arrestare la sua corsa in campionato. La missione più difficile, adesso, è quella di evitare contraccolpi e riprendere subito a correre come i ragazzi di Gasperini sanno fare. Accontentarsi di una grande prestazione che però ha condotto a un ko sarebbe l’errore più grande.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











