Il popolo s’è espresso, i social pure. Se da ragazzino m’avessero detto: “guarda un giorno contesteranno la Sud per un coro fatto a favore di un uomo che ci ha portati a vincere e che ha sempre difeso i romanisti” non l’avrei nemmeno preso in considerazione. Infatti da ragazzino nessuno mi ha mai prospettato una fregnaccia simile.
Ora questo improbabile futuro distopico è diventato realtà ieri: sui social, in qualche radio, sui gruppi whatsapp che ormai arrivano a tutti (…) oltre a rompere l’anima a Gasp (…), alla Roma (…) la critica dominante era alla Sud perché ha fatto un coro – uno – con coreografia annessa per José Mourinho (…) al 10’. Mille altre volte è successo di “onorare” ex meritevoli durante la partita, ma nessuno ha mai detto niente. Ieri (…) sì, perché quell’ex è Mourinho e dà fastidio. Dà fastidio perché è esattamente spocchioso come quel popolo che lo ha eletto a suo simbolo. È divisivo Mourinho, ma per gli altri, non per i romanisti che hanno mostrato per l’ennesima volta da che parte stanno.
Questo Roma-Real per me va alla storia perché mai come stavolta si è vista tutta la differenza fra uno stadio reale, che si vive, e uno virtuale, che si “scrive”. Mercoledì è stata una notte romanista. Chi è stato allo stadio è rimasto spezzato alla fine, ma se ne è andato fiero, fiero, fiero, per la Roma che ha visto e per lo stadio che è riuscito a vivere. L’inno, coi tifosi del Real col telefono a bocca aperta, la curva che confeziona la coreografia e che ha cura di dedicarla tutta esclusivamente alla sua Roma, proprio perché dopo 8 anni si torna a giocare in queste notti: Roma mia entri e vedi solo amor per te. Poi, solo poi, l’omaggio a un uomo che ha pianto per la Roma, che ha fatto vincere la Roma, che ha tatuato sulla pelle quello che ha vinto con la Roma, che dovunque e sempre dice che i tifosi della Roma sono speciali, che nessun posto è come Roma, che si commuove, non si scompone mai (…) alza un ditino soltanto alla fine da “avversario” quale era (…) che si porta la mano al cuore e manda un bacio alla Sud. E si sa, c’è chi guarda il dito e chi il bacio alla luna. Roma ama la Roma. Roma ama la Roma di Gasperini. Roma ama Mourinho. Roma ama la Roma in ogni sua espressione.
(…).
FONTE: Il Romanista – T. Cagnucci











