Se non c’è Malen ci pensa Castro, ed è un delitto perfetto; se il bis porta la firma di Lulli, allora vuol dire che sì, la rosa non sarà lunghissima, ma chi c’è dà ampie garanzie. Insomma, la Roma è poca, come sottolinea Gasp, e non povera. È più giovane, fresca e sempre nuova. Di sicuro diversa da come la conosciamo, ma comunque vincente e volante. E questo, stavolta, conta come non mai.
La Roma vince (2-0) e l’ultimo amico, De Rossi, va via – al contrario di quanto accaduto a Mou – senza regalini: Castro e Lulli vanno entrambi a segno per la prima volta con la maglia giallorossa e per il ragazzino con la numero 77 sulle spalle è la prima rete in serie A. Gasp sorride, la nottata è passata.
È la serata di quei ragazzi che sanno aspettare, di coloro che hanno il compito (difficilissimo) di non abbassare il livello quando mancano i grandi, da cui imparano e scopiazzano. La Roma è poca negli uomini, ma non nella mentalità che è grande e cresce sempre di più.
Il gran gol di Castro apre la ripresa e la partita, che la Roma, come detto, dominava con discrezione e con meno naturalezza del solito. Santi trova la rete con un pallonetto dall’interno dell’area di rigore del Genoa, la sua gioia è figlia naturale di una frustrazione maturata in questi mesi, dovuta alla vita vissuta alle spalle di un mostro sacro come Malen. Segna Lulli per la prima volta da quando veste la maglia della Roma e pure lui impazzisce di gioia. La Roma II non stecca.
FONTE: Il Messaggero











