La vita è fatta di casualità. Lo sa bene Emanuele Lulli. Della storia del suo passaggio all’Avellino a metà luglio, ad esempio, è stato scritto tutto o quasi. Accordo pressoché chiuso quando le difficoltà per arrivare a Read inducono Gasperini e D’Amico a temporeggiare. Poi il trasferimento dell’olandese salta e arriva Molina ma Emanuele si è già messo in mostra. Si temporeggia ancora un po’ perché l’argentino ha il diritto ad altri giorni di ferie dopo la finale di Coppa del Mondo e il ragazzino del quale ancora si sa poco e nulla decide di essere uno dei migliori dell’amichevole di Dortmund. Stop, stretta di mano virtuale con Nesta, Lulli resta a Roma.
Quella che non è casuale è la crescita di Emanuele. Costante, progressiva, semplificata dal fatto che continua a giocare come sa. Semplice, quindi. Non si è montato la testa – basti pensare che continua a fare tutti i giorni su e giù con Palestrina, dove abita con la famiglia, resta umile e si diverte.
FONTE: Il Messaggero











