C’è un problema con il Var. Anzi due. La stagione era cominciata con il nuovo metro di Orsato, fino alla sosta la tecnologia è stata utilizzata pochissimo ma le ultime due giornate hanno invertito bruscamente la rotta: non c’è uniformità di giudizio. C’è un fantasma che (non) si aggira per i campi della Serie A: è il referente arbitrale per i club. Sulla carta avrebbe un nome un cognome e un contratto: Andrea De Marco, ex arbitro, è la persona scelta per quel ruolo. Ha anche incassato la prima mensilità del suo contratto da 50mila euro all’anno. Ma non può operare. Il motivo? Non è gradito al designatore Orsato. Quindi allenatori e società non sanno a chi avanzare i loro dubbi su questioni regolamentari o le richieste di chiarimenti.
Orsato per quella posizione vorrebbe Eugenio Abbattista, suo fedelissimo. Ma su Abbattista è calato il veto dei club, che gli rimproverano di aver affidato ad una trasmissione tv delle confessioni contro il sistema. Così la ricerca del referente è diventata una querelle.
FONTE: La Repubblica











