Alle ore 13.30, Gian Piero Gasperini e il giocatore Lorenzo Pellegrini, risponderanno alle domande dei giornalisti nella conferenza pre gara di Roma-Slovan Bratislava, in programma domani 20 ottobre alle ore 21.00 allo stadio Olimpico:

GASPERINI In una competizione come questa, avversari facili non esistono. Che caratteristiche ha lo Slovan che possono mettere in difficoltà la Roma? “È una squadra sicuramente dinamica, è una squadra che, per l’aspetto atletico, è sicuramente preparata. Ha anche qualche ottimo giocatore. È chiaro che nel panorama della Champions non è tra quelle di prima fascia, però in tutte le partite della Champions è difficile. Non sottovaluteremo sicuramente l’avversario, anche perché noi abbiamo bisogno di vincere domani per alimentare le possibilità poi di andare avanti”.
Può essere l’occasione per vedere il doppio centravanti? “Castro ha fatto un gran gol l’altra sera, per caratteristiche potrebbe essere una partita in cui possono giocare insieme. Non so se dall’inizio, probabilmente a partita in corso eventualmente. Non voglio snaturare le geometrie e gli schemi di una squadra che sta facendo gol, sta creando tante situazioni, solo per la voglia di vedere giocare due giocatori insieme. C’è un reparto d’attacco che funziona, con caratteristiche diverse, per adesso va bene così. Non ho la necessità di cercare altre soluzioni, poi può essere perché è il tipo di partita che può prestarsi a questo”.
Pellegrini può arretrare a centrocampo? O può giocarci Hermoso in emergenza? “Era una situazione d’emergenza. Non c’era anche Lorenzo con noi, eravamo ancora più… non c’era de Roon , quindi eravamo ancora più d’emergenza, no? Spero proprio di no, che Hermoso non rimanga dov’è e non ci sia questa necessità. In questo momento Pisilli e de Roon, soprattutto de Roon, sta giocando. Ha giocato tre partite in una settimana. E poi niente, Lorenzo può essere un giocatore più, come è stato impiegato sempre, più offensivo, oppure può essere anche un giocatore di centrocampo, in attesa di recuperare almeno un giocatore come Cristante che, per Napoli, ci auguriamo che possa essere in campo. O almeno a disposizione”.
Si è posto una quota per la qualificazione? Un aggiornamento su Dybala e può essere tra i convocati? “Si è sempre girati intorno ai dieci punti, forse undici. È chiaro che noi, per fare questo, abbiamo bisogno di vincere le partite in casa, a cominciare da domani, e questo potrebbe essere sufficiente. E poi abbiamo anche la possibilità comunque fuori, anche se sono campi tutti difficili. Quindi l’obiettivo è sicuramente quello di rientrare in questa fascia. Per Dybala, speravamo fosse un po’ più veloce il recupero, invece l’ultima risonanza che ha fatto ieri evidenzia anche una pur minima lesione, che quindi porterà il recupero un po’ più lungo, un paio di settimane in più, credo”.
La partita con il Genoa le ha dato più certezze? “Io non ho mai avuto dubbi sui presenti e sui giocatori che c’erano. La questione è solamente numerica, dovuta al calendario così fitto. Poi i ragazzi che sono qua, sempre tutti quanti quelli che ci sono, ho sempre avuto grande fiducia da parte mia, tant’è vero che l’altra sera, a parte quelli assenti per infortunio o per squalifica, ho tenuto fuori anche qualche altro giocatore e ho dato spazio a qualcuno che aveva magari un po’ meno minutaggio, ma con la convinzione che potevamo fare il risultato lo stesso. E comunque fare il risultato è sempre difficile, anche fossimo stati… Vincere le partite in Serie A è comunque difficile”.
Cosa lo ha colpito di Lulli? Qualcosa di speciale che ha notato nel ragazzo? “Veramente l’ho già notato l’anno scorso e l’ho aggregato molte volte agli allenamenti della prima squadra, ma lui ha alcune caratteristiche principalmente atletiche di alto livello. Ti colpiscono sempre quando c’è una caratteristica superiore alla media. La sua capacità di velocità e di essere resistente a queste velocità è sempre stata di assoluto livello rispetto alla media, ma anche della Serie A, dei calciatori. Su quello poi dopo è un ragazzo molto umile, un ragazzo che ha molta voglia di crescere, di migliorarsi e lavorerà molto sotto l’aspetto tecnico, sotto l’aspetto tattico. Giovanissimo, ha mille cose sulle quali crescere e allenarsi e migliorarsi. Però ha anche un paio di caratteristiche che sono decisamente sopra la media e, quando ci sono queste situazioni, bisogna portarle avanti”.
A che punto siamo con il percorso di Mora e Gollini? “Gollini è sempre stato un ottimo portiere. Già, non so, otto, nove anni fa avevamo fatto campionati importanti insieme e avevamo raggiunto la Champions, aveva giocato anche la Champions insieme. Forse nell’arco della sua carriera gli è mancata un po’ di, in quel momento, ma anche comprensibile, di maturità, che ha raggiunto magari adesso in età un po’ più avanzata. Ma a volte succede anche con i ragazzi, nel senso che lui ha sempre avuto degli ottimi mezzi, magari non aveva la stessa applicazione, la stessa voglia di migliorarsi che ha in questo momento. Che sia un buon portiere lo sta dimostrando anche adesso. Mora si è speso tanto, insomma, non è un giocatore che entra nelle rotazioni, lui è nelle rotazioni. Lui, quando è stato disponibile, ha sempre giocato. Ha un fisico particolare, nel senso che è ancora abbastanza minuto, ma anche giovanissimo, ma anche un talento che si vede subito. E quindi abbiamo la necessità di farlo crescere. Lui, a differenza magari di altri, ha bisogno ancora di crescere un po’ fisicamente e strutturarsi un po’, perché tecnicamente e qualitativamente è di alto livello”.

PELLEGRINI Come stai, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista mentale? Sono stati sei mesi lunghi. Cosa ha portato la scelta di firmare un rinnovo di un anno ? “Sto molto bene, molto tranquillo mentalmente, si lavora fisicamente. Ovviamente il fatto di, come hai detto tu, di non essere in campo per così tanto tempo richiedeva, diciamo, soprattutto inizialmente un reintegro, insomma, dando il giusto tempo a questo reintegro. Ovviamente mi mancava, mi manca, posso sicuramente ancora alzare il livello fisico. Inizialmente è stato sicuramente più difficile, non ero al livello dei miei compagni che hanno lavorato più di me, però stiamo continuando a lavorare e sono molto contento, sono molto tranquillo. Si lavora bene, è un gruppo eccezionale questo qui, dove durante la settimana si va forte, dove la domenica si va più forte che durante la settimana perché c’è da vincere le partite. Quindi stiamo bene, io sto bene. Il rinnovo di un anno è stata una scelta che, insomma, abbiamo preso, che la società ha preso e che io ho accettato. Semplicemente questo”.
Che Roma hai ritrovato? E come si gestisce la pressione di vincere? “Quella c’è sempre, perché alla fine si entra, in tutte le partite si entra per vincere, per andare forte, per cercare di portare la partita verso di noi. Quindi è una pressione, sì, è una pressione bella a cui siamo abituati e che c’è tutte le domeniche. Quindi quello non cambierà. Per il resto ho ritrovato quello che questo gruppo è sempre stato: un gruppo tanto tanto unito, un gruppo che fa forte in allenamento per andare forte la domenica, un gruppo sano dove stiamo tutti quanti bene insieme, dove si lavora forte e c’è questa voglia di continuare a migliorarsi globalmente, non solo individualmente”.
Come hai vissuto l’estate? Per un mese e mezzo un giocatore a parametro zero… “No, in maniera tranquilla, serena. Perché comunque c’era da pensare a rientrare il prima possibile, a stare bene il prima possibile. Quindi comunque c’era il fatto di dover iniziare ad allenarsi, dover iniziare a muoversi, a fare le cose che, insomma, dovevo fare. Quindi diciamo che il pensiero era più rivolto allo stare bene che al resto. Però comunque devo dire che è stata serena, perché siamo sempre rimasti in contatto con il mister, con lo staff, per, insomma, proseguire, per cercare di proseguire questo percorso insieme, che poi alla fine è quello che è successo. Come ho detto prima, a quel momento lì per me era importante stare bene, per prima cosa. Pure perché altrimenti, insomma, non è che puoi andare da qualche altra parte a giocare: se non stai bene non puoi giocare. Quindi in quel momento era importante solo stare bene e poi, come ho detto e come soprattutto ho dimostrato, la mia priorità era restare qui per quello che, insomma, avevamo costruito l’anno scorso. E alla fine ci siamo riusciti e quindi io sono molto contento”.
Quanto è stata decisiva la volontà del mister di confermarti? Ci sarà un appuntamento in primavera per valutare il futuro? “Il mister è stato fondamentale perché abbiamo iniziato l’anno scorso in una situazione in cui sembrava quasi normale separarsi, anche se magari non sarebbe stata mai normale, però era quasi come se fosse arrivato il tempo giusto per me di andare e per la società di fare le proprie cose. Mentre invece comunque, almeno da parte mia, già la prima volta che l’anno scorso ci siamo parlati con il mister ci siamo trovati subito su quello che magari poteva essere il percorso che io avrei fatto qui, avrei fatto con lui, nonostante anche l’anno scorso avessi solo un anno di contratto. Da parte mia c’è stata sempre la massima disponibilità per venire qui ogni giorno e cercare di fare il bene della squadra, che è quello che ho sempre cercato di fare. Mentre invece, per quanto riguarda la questione contrattuale, non abbiamo parlato di cose, insomma, nel dettaglio. Come ho detto prima, era un momento in cui io non stavo bene per via dell’infortunio, quindi il discorso anche di prima non era assolutamente polemico, zero proprio, anzi. Come ho detto, la società, il mister, tutto lo staff, i miei compagni: ho sentito tutti quest’estate e tutti mi hanno sempre dimostrato, insomma, che volevano che io stessi qui. Quindi è stato tutto molto naturale, molto semplice sotto alcuni punti di vista. E come ho detto prima, per me la cosa più importante è tornare a stare bene, a essere qui, far parte di questo gruppo, che è un gruppo fantastico, lo ripeto, e continuare a lavorare e cercare di essere il prima possibile al cento per cento, per poter aiutare al cento per cento il mister e la Roma, basta”.
Avete la sensazione di poter raccogliere qualcosa in questa stagione? “Diciamo che la voglia che ci portiamo dietro è quella di continuare a fare quello che stiamo facendo, andando forte la domenica, come ho detto prima, perché è la cosa più importante ed è la cosa che ti fa vincere le partite e ti fa rimanere in alto. E sicuramente quello che noi vogliamo è cercare di stare in alto. L’anno scorso l’abbiamo fatto, ci siamo riusciti. Quest’anno comunque, con già un anno fatto insieme al mister, è stato un po’ più semplice, soprattutto, diciamo, inizialmente riuscire ad amalgamarsi ancora di più. Quindi quello che noi vogliamo fare semplicemente è, partita dopo partita, scendere in campo per cercare di vincere sempre, andando forte e continuando a lavorare e a migliorarci come gruppo. Perché, come ho detto prima, quello che io vedo è che questo è un gruppo bello, forte, unito, sereno, che va forte durante gli allenamenti per andare ancora più forte la domenica per vincere le partite. Questo è un po’ il nostro mantra”.
Che ambiente si respira? In vista di domani preferisci essere trequartista o mediano? “L’ambiente in generale, come ho appena detto, è un ambiente sereno, tranquillo, dove si viene qua, si fanno gli allenamenti, si spinge, si spinge forte per arrivare alle partite preparati, sia fisicamente che mentalmente. Mentre invece, ovviamente, riguardo la questione del ruolo, prima di tutto gioco dove mi chiede il mister di giocare. Poi è normale che ognuno ha le proprie caratteristiche: io non sarò mai un esterno tutta fascia che si allunga la palla, corre e la riprende; non è la mia più grande qualità, sicuramente. La mia qualità è più giocare con la palla tra i piedi, ma devo dire che comunque tutta la squadra ti mette in grado di poter sfruttare le tue qualità al cento per cento. Quindi, che sia in mediana o davanti sulla trequarti, secondo me l’importante è riuscire a trovare lo spazio, il tempo giusto di ricevere il pallone e guardare in avanti e sfruttare lo spazio che si ha”.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – dall’inviato a Trigoria R. Molinari








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