Lesione di alto grado in corrispondenza della giunzione muscolo – tendinea distale del muscolo semitendinoso della coscia destra. Una diagnosi terribile per uno calciatore, una delle peggiori a livello muscolare. L’esito degli esami ai quali si è sottoposto ieri Lorenzo Pellegrini è andato oltre le aspettative negative che già si respiravano in queste ore a Trigoria. L’ex capitano, appena tornato da un altro infortunio al tendine, starà fuori per almeno 3 mesi, probabilmente anche qualcosa in più. La lesione, rimediata nel secondo tempo contro lo Slovan, è infatti di terzo grado ma non è solo questo a preoccupare lo staff giallorosso. Perché il problema non è nel “ventre” del muscolo (che guarisce più in fretta grazie all’ampio afflusso di sangue), ma i trova nella giunzione tendinea distale, cioè dove il muscolo si unisce al tendine vicino al ginocchio. Si valuta ora l’operazione, la seconda di fila per Pellegrini che in estate aveva firmato un contratto annuale con la Roma.
Probabilmente l’ultimo visti i tanti problemi fisici degli ultimi anni. Già in estate Lorenzo, 30 anni, aveva saltato tutta la preparazione estiva per ripresentarsi in campo appena dodici giorni fa contro il Como. Il tempo di giocare tre spezzoni di partita ed è arrivato un nuovo grave infortunio che ora inguaia anche Gasperini. Il tecnico, almeno per le prossime tre gare, dovrà fare a meno anche di Dybala oltre che di Koné e Svilar. Al Maradona domani quindi piena emergenza e scelte obbligate. Con la possibilità concreta di rivedere Cristante in fase avanzata a patto che il centrocampista sia in condizioni accettabili per partire dal 1′ dopo l’infiammazione al ginocchio. Nella sfida tra veterani (325 vittorie in serie A di Allegri, 300 quelle di Gasp) quindi potrebbe esserci spazio anche per qualche Primavera come Di Nunzio e Arena, almeno in panchina.
FONTE: Leggo – F. Balzani











