Una serata così la sognava dal 19 agosto, giorno del suo arrivo a Roma. Non solo perché Rodrigo Mora ha lasciato per la prima volta il Portogallo e il Porto, ma anche perché la Roma ci ha investito 50 milioni di euro (25 subito, 25 il prossimo anno), facendolo diventare l’acquisto più caro della storia del club. Ed è normale che le aspettative fossero alte, pur parlando di un classe 2007 (19 anni lo scorso maggio). Intanto, però, il gol segnato al Cagliari è stato decisivo per regalare una vittoria pesante alla Roma e per cambiare la prospettiva del suo futuro immediato, con la forte probabilità di tornare titolare a Udine.
Con il Cagliari Gasp ha preferito un assetto con tre centrocampisti, mandando Mora in panchina e inserendolo nella ripresa. Gasperini lo ha sempre difeso e lodato: «Ho la fortuna di vedere gli allenamenti, decido in base a quelli – ha detto martedì sera Gasp -. Rodrigo ha giocato qualche partita, giovanissimo, che deve ancora formarsi sotto l’aspetto tecnico e fisico per avere una maggiore tenuta per 90 minuti.
È in evoluzione, è una mina vagante. Il gol di testa, nonostante la statura, ne è una dimostrazione». Già, perché a Cagliari Mora ha segnato proprio di testa, nonostante i suoi 168 centimetri. «A volte gli avversari si dimenticano di quello più basso – ci ha scherzato su lui -. Penso di aver disputato ottime partite, anche se sogno di essere un giocatore decisivo». E a Udine ce ne sarà bisogno, con Dybala ancora out e Gasperini che a disposizione avrà solo lui e Soulé come trequartisti.
Delle 12 partite disputate fin qui dalla Roma, il tecnico lo ha impiegato in 10 occasioni, tenendolo in panchina contro Inter e Como. Mora ha giocato in tutto 425 minuti, alla media di 42,5 a partita. Prima di Cagliari aveva segnato a Lecce e piazzato l’assist per il 2-1 di Malen contro il Real Madrid in Champions. A Udine l’obiettivo è fare ancora qualcosa di diverso come è nelle sue corde.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











