Primi tempi straordinari e crolli verticali. La Roma in Europa non conosce mezze misure e ora si lecca le ferite per la terza rimonta subita che pesa 8 punti nel girone di Champions. La squadra di Gasperini all’Old Trafford ha mostrato ancora una volta i due volti di una creatura apparsa irresistibile nel primo tempo e decisamente troppo morbida nella ripresa. Contro il Real Madrid il crollo era avvenuto negli ultimi 7′, martedì contro un Manchester sull’orlo del baratro sono stati almeno 40 i minuti di sofferenza agevolati da un rigore dubbio ma pure da tanti errori di Balerdi e compagni. Un deja vu,ma anche un campanello d’allarme soprattutto per quel che riguarda i big match. Basti pensare che quella di Gasp è la prima squadra a perdere due gare dopo essere stata in vantaggio di almeno due gol in una singola stagione di Champions.
Pure in campionato il dato è chiaro: doppio vantaggio con l’Inter che pareggia nella ripresa e ben 8 gol su 10 subiti nei secondi tempi. Blackout che hanno più di una spiegazione. La Roma si dimostra ad esempio incapace di gestire una situazione di pressione cercando continuamente di vincere l’uno contro uno anche quando ci sono giocatori che sono a corto di fiato. Lo dimostrano le due reti subite nel finale da Cunha. Un altro aspetto è quello psicologico. Con Real e Manchester dopo il gol subito non c’è stata reazione. Anzi l’avversario ha trovato praterie per infilare il coltello più a fondo. Infine i limiti di una rosa che in Italia può fare la voce grossa, ma in Champions avrebbe bisogno di variabili che non sono arrivate dal mercato. Gasp ha sempre chiesto (e continua a farlo) un paio di giocatori di “strappo” alla Lookman, che possano allungare la squadra nei momenti di stanca. Ora però testa al Sassuolo, avversario di sabato sera: Koné dovrebbe recuperare, per Dybala ore decisive.
FONTE: Leggo – F. Balzani











