Un guardiano per Gasperini. Marten De Roon è arrivato negli ultimi giorni del mercato estivo per completare il centrocampo come «usato sicuro» in grado di alternarsi con Cristante, Koné e Pisilli. Ma nell’ultimo mese l’olandese è tornato a fare quello che ha sempre fatto con Gasperini: giocare. Dalla ripresa dopo la lunga sosta di settembre-ottobre De Roon ha giocato tutte le gare da titolare restando in campo novanta minuti in sei occasioni su otto. L’assenza di Cristante e Koné, contemporanea fino alla gara di Napoli, ha costretto agli straordinari il numero quindici che nonostante i 35 anni ha saputo garantire affidabilità e leadership.
Domani contro il Sassuolo potrebbe arrivare la nona gara di fila dal primo minuto per un fedelissimo dell’allenatore di Grugliasco. È lui il calciatore che Gasp ha utilizzato di più nella sua carriera con 369 presenze tra Atalanta e Roma. Dopo di lui molto staccati Pasalic (298) e Toloi (289), a dimostrazione della fiducia e della stima che il tecnico non ha mai nascosto per l’olandese.
La scelta è venuta quasi naturale negli ultimi giorni di agosto quando El Aynaoui era alla ricerca di spazio e serviva un sostituto che non avesse bisogno di troppo tempo per ambientarsi. Così Gasp ha personalmente parlato col calciatore e con l’Atalanta per ottenere il suo prolungamento in campo. In questo mese di partite l’ex bergamasco si è confermato ancora a ottimi livelli dal punto di vista fisico e ha dimostrato la sua naturalezza nella lettura e nel posizionamento. In coppia con Pisilli o con Cristante ha garantito lucidità e personalità nel cuore dello scacchiere giallorosso, abbinando intelligenza tattica e una sana dose di rudezza che a certi livelli può fare la differenza.
«Quando mi ha chiamato il mister già sapevo che sarebbe stato un passaggio difficile per la storia di Roma e Atalanta. Ma a un certo punto avevamo deciso, non ho avuto dubbi», ha dichiarato nell’intervista a Idealista.it dove ha anche parlato della città e del suo ambientamento. Inevitabile anche un passaggio sul rapporto con Gasperini, padre calcistico e guida sicura. «Abbiamo fatto otto anni insieme, abbiamo vissuto il periodo più bello con l’Atalanta, abbiamo fatto tante battaglie insieme e l’ho sempre ringraziato. Il rapporto è soprattutto professionale, sei il tuo allenatore e non devi diventare la settimana fuori dal campo». Un rapporto speciale quello che unisce i due, che dopo gli anni di Bergamo continuano un sodalizio prolifico anche nella Capitale. Marten ha preso per mano la squadra in momenti già delicati della stagione, ma se dovesse tornare a giocare un po’ meno di certo non storcerebbe il naso. Anche se Gasp, in un modo o nell’altro, non ci rinuncia.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











