L’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, al termine della partita contro il Sassuolo, ha rilasciato alcune dichiarazioni al riguardo:
SKY Cosa le è piaciuto di più della partita? I 28 tiri della squadra, il gol da centravanti di Hermoso, la prestazione di Balerdi dopo quanto accaduto all’Old Trafford oppure quella di Soulé? “All’Old Trafford abbiamo fatto una grande prestazione, poi purtroppo c’è stato quell’episodio. Dopo, tante cose, tutte quante messe insieme. Ci sono state prestazioni notevoli questa sera. Chiaro che il gol di Hermoso, che è stato un gran gol, anche per come ha gestito la palla, per come ha calciato, è quello che ha sbloccato la partita. Non era facile, loro si chiudevano molto, però abbiamo avuto pazienza, abbiamo giocato con qualità”.
Un tratto distintivo di questa squadra sembra essere la capacità di reagire immediatamente dopo una sconfitta, come accaduto anche questa sera. È d’accordo? “Sì, è vero, però voglio dire, ci sono anche sconfitte e sconfitte. Chiaro, noi in questa striscia di partite, che sono state veramente incredibili, nove partite in 27 giorni, abbiamo perso queste due partite con Real Madrid e con Manchester, però abbiamo fatto un’altra striscia di vittorie, abbiamo pareggiato col Como e a Napoli e poi abbiamo sempre vinto. Quelle due partite bruciano perché sono sconfitte che sono maturate nel finale in quel modo, ma contro squadre di assoluto valore”.
In questi giorni si parlava della necessità di dare una risposta caratteriale dopo la sconfitta all’Old Trafford, ma la mentalità della squadra non sembra in discussione. Anche stasera, contro un Sassuolo schierato con il 5-4-1, avete continuato a credere nel vostro calcio, senza cambiare i principi di gioco, trovando tre gol centralmente. Quanto è importante questa convinzione? “Indubbiamente quest’anno abbiamo aumentato di molto la capacità di andare in gol. In questo momento lo facciamo in modi diversi, con giocatori diversi. Indubbiamente abbiamo raggiunto una lucidità, oltre che una fiducia, perché il gol che fa Hermoso è da attaccante di grande qualità, ma poi ci sono state prestazioni di tutti. La prestazione di Soulé è stata straordinaria, insomma. In questo momento abbiamo una predisposizione a fare dei gol, ma li abbiamo fatti anche nelle sconfitte, come col Real Madrid, come a Manchester. Devo dire che su quella della risposta non sono molto d’accordo, perché questa squadra continua a dare delle conferme e non ha bisogno di dare risposte. Poi si può anche perdere una partita, magari per come… Ricordiamoci che c’è stato comunque un episodio sfortunato, quello di Balerdi, e la partita è nata da un rigore assurdo, eh? Forse è meglio dirlo anche, no? E quindi su quei campi lì non è facile. Quindi ci sta”.
Firmerebbe adesso per il secondo posto? “Ma guarda, no. Però ti dico, non so, è bello giocare questo campionato. Allora, non bisogna avere mai illusioni e mai delusioni, no? Non bisogna illudersi troppo delle cose, ma neanche deludersi, soprattutto quando si fa un percorso come quello che stiamo facendo noi. Non lo so cosa saremo capaci di fare”.
Molti suoi colleghi, anche quelli che stanno andando molto bene, tendono a togliersi la responsabilità di inseguire un risultato. Lei invece non lo fa, lasciando intendere che la Roma punti a vincere… “Allora, io credo che l’Inter, come tutti dicono giustamente, sia la squadra più accreditata, giustamente. Per tutto il resto ce la possiamo giocare, noi come tutte le altre, chiaramente. Anche la Lazio, se volete anche la Lazio. La Lazio, se non sbaglio, fa nove vittorie su dieci partite. Io la metto tra quelle, insomma. E poi tutte quelle che sono lì davanti, insomma, non sto a nominarle. Se l’Inter si sbaglia un po’, tutte se lo possono giocare”.
Al momento soltanto una squadra è davanti alla Roma in classifica. Domani guarderà Inter-Como su Sky Sport? Per chi tiferà? “Ma noi non guardiamo, noi non guardiamo, non ci interessa. Siamo tutti sul trespolo come i gufi”.
DAZN Questa Roma deve festeggiare per i punti conquistati e per i gol segnati. Lei lo ha fatto molto bene quando è uscito dal campo, regalandoci un momento davvero spettacolare… “Sì, ma perché un paio di persone mi aspettano sempre lì, alla scaletta, e mi vogliono far fare un po’ il buffone (ride, ndr)”.
Ma dentro di sé è soddisfatto? “No, no, sono molto soddisfatto. Chiaramente sono tre punti e quando si vince è sempre molto bello, però c’è anche un modo di vincere e questa sera l’abbiamo fatto con personalità, con qualità, giocando un’ottima gara”.
Intanto ti faccio i complimenti per la qualità di gioco che esprimi. Prima stavo parlando con i miei compagni qui seduti e dicevo che il mister Gasperini era così già nel lontano 1997-1998, quando allenava le giovanili della Juventus e veniva a fare le amichevoli del giovedì contro di noi. Per noi era una mazzata in fronte, perché dovevamo correre dietro a questi ragazzini che avevano già delle idee di gioco che, secondo me, lui ha portato avanti nel corso della sua carriera. Questa intensità, questo interscambio, vedere i braccetti che fanno praticamente le punte… Ci faceva correre e il giovedì puntualmente perdevamo contro la Primavera o contro gli Allievi. V.. ero, mister? Qualche volta forse l’abbiamo anche mandato a quel paese.“Sì, quella era una squadra incredibile, fantastica. Io venivo a vedere e ho imparato molto osservando i vostri allenamenti e le vostre partite. In quel momento il calcio italiano era veramente forte, c’erano tantissimi campioni, sia italiani che stranieri”.
Arriva la sosta e molti giocatori andranno in nazionale. Se dovesse dare dei compiti per le vacanze alla sua squadra, come vorrebbe ritrovarla tra due settimane? Qual è il prossimo step di crescita che deve fare la Roma in vista degli impegni di novembre e dicembre? “Spero di ritrovarli così come li abbiamo lasciati. Anche se queste soste per le nazionali a noi non possono piacere, perché vanno a interrompere nuovamente il campionato, anche se questa volta solamente per una settimana. Però è chiaro che la nazionale a me piace quando si gioca qualcosa di importante, come le qualificazioni, gli Europei oppure i Mondiali. Per delle amichevoli, in fondo, per delle partite di poca consistenza, ti dispiace perdere tanti giocatori, come succede a noi, per una settimana. Anche se, giustamente, indossare la maglia della propria nazionale è sempre un traguardo per i giocatori e anche qualcosa che dà loro prestigio e consapevolezza”.
Quanto è stato difficile gestire le risorse in questo periodo, soprattutto gli uomini, considerando che sovraccaricare qualcuno avrebbe potuto significare perderlo per qualche partita? E questo ciclo di incontri le ha dato la conferma che la Roma è a un livello altissimo, ma che, per mantenerlo per tutta la stagione, a gennaio sarà necessario integrare la rosa con qualche rinforzo? “Intanto è veramente difficile giocare nove partite in 27 giorni. Questo non vale soltanto per noi, ma per tutte le squadre che hanno giocato le coppe. È chiaro che noi, in queste nove partite, abbiamo avuto tanti scontri duri, perché in campionato abbiamo comunque dovuto giocare a Napoli, in Champions League a Manchester, contro il Real Madrid. Insomma, ci sono state partite durissime. La gestione non è stata un problema, perché questo ci ha permesso di ruotare praticamente tutta la rosa e tutti hanno giocato più volte. C’è un minutaggio abbastanza equilibrato tra chi ha giocato di più e chi ha giocato di meno, e questo è stato un vantaggio anche per dare consapevolezza e valore un po’ a tutti. L’unica cosa che, come sempre, rappresenta un problema è quando capita qualche infortunio, perché noi abbiamo avuto Svilar fuori per nove partite, Cristante che all’inizio ha saltato le prime tre o quattro partite, Koné che è rientrato oggi dopo tanto tempo e abbiamo perso Pellegrini. È chiaro che, un po’ a turno, rischi di perdere dei giocatori e ormai è evidente che la nostra rosa è competitiva così, però numericamente non è tra quelle più numerose. Per fortuna abbiamo avuto qualche infortunio non pesante, che ha coinvolto giocatori forti, ma non infortuni molto lunghi e nemmeno tanti infortuni, tre o quattro al massimo”.
CONFERENZA STAMPA Alla luce di quello che stiamo vedendo e dei miglioramenti mostrati dalla squadra dall’anno scorso a oggi, la Roma sembra avere un passo sempre migliore, essere sempre più aggressiva e prolifica in zona offensiva. Qual è il margine di miglioramento di questa squadra? Lei vede i ragazzi tutti i giorni in campo e conosce le loro prospettive: a che punto siamo del processo di crescita? “I margini di miglioramento ci sono sempre, in tutte le cose, quindi sicuramente anche per noi. Cerchiamo in questo momento di eliminare magari qualche difetto, anche se stasera ne abbiamo avuti veramente pochi, se non il fatto che siamo riusciti a sbagliare un paio di gol. Però dobbiamo avere anche la soddisfazione di vedere questa squadra che, a tratti, gioca bene, esprime anche un buon calcio e ricerca sempre qualcosa. Penso che soprattutto dia soddisfazione alla gente e questo per noi è un obiettivo. Al di là dei risultati, perché chiaramente quando si vince è sempre bello, credo che, indipendentemente dal risultato, la gente si riconosca molto in questa squadra. E questo è l’obiettivo che dobbiamo cercare sempre di raggiungere”.
Lei in passato ha portato l’Atalanta a livelli altissimi. Questa è la squadra più forte che abbia mai allenato? “Sono stato fortunato nella mia carriera ad avere giocatori importanti. Questa è la sua forza e quindi, come tutte le squadre, ogni squadra è diversa. Non è che si possano fare paragoni, così come sono diversi gli avversari. Ci sono stati anni in cui ho affrontato situazioni diverse, con tanti tipi di squadre. Credo però che quest’anno ci siano tante componenti molto positive che permettono a questa squadra e anche a questi giocatori di migliorare nelle prestazioni. Anche questa sera si è vista questa applicazione, non soltanto da parte della squadra, ma anche di alcune individualità. Questo è un valore che dobbiamo cercare di mantenere. Il nostro obiettivo è migliorarci, dobbiamo sempre cercare di migliorare in qualcosa”.
A proposito di miglioramenti, D’Amico prima della partita avrebbe dichiarato che la società si farà trovare pronta qualora servisse intervenire, magari con un attaccante in più. La sensazione è che a gennaio possiate fare qualcosa sul mercato? Ha già parlato con la società della possibilità di migliorare la squadra, magari nei reparti in cui potrebbe servire una spinta in più? “Non lo so, in questo momento no. Adesso c’è il campionato e sono concentrato sulla mia rosa. Sono preoccupato di recuperare al meglio i nostri giocatori, perché è abbastanza evidente che, giocando così tante partite, siamo coperti in tanti reparti, mentre davanti un pochino meno. Quello che si potrà fare a gennaio, se sarà possibile, lo faremo. Adesso non si può”.
La Roma torna a non subire gol dopo averne incassati dieci nelle ultime quattro partite. Oggi è tornato Koné: è lui il giocatore che dà equilibrio alla squadra? E poi una curiosità: cosa farà Gasperini domani alle 18? “Domani alle 18 sarò a Genova per ritirare un riconoscimento che mi hanno assegnato. È una città dove ho vissuto tanti anni, quindi ho deciso di andare a ritirare questo premio. Però sarò informatissimo sui risultati”.
Koné? Si è vista la differenza con lui in campo… “Non è proprio così facile, dipende anche dai risultati. Comunque siamo molto contenti, Koné ci è mancato molto. Si è fatto male contro il Real Madrid, nella seconda partita, dopo appena un quarto d’ora, quindi ha praticamente saltato sette partite. È chiaro che ci avrebbe fatto comodo. Lui, come Svilar, Dybala e lo stesso Pellegrini. Devo dire che, globalmente, vedendo anche quello che succede alle altre squadre, noi non abbiamo un numero così alto di infortuni. Però è chiaro che, se giochi con questa frequenza, sette partite in venti giorni, diventa pesante”.
Come mai la Francia non ha convocato Koné? Avete sentito la Federazione? “Siamo stati indecisi fino a ieri, perché lui veniva da questo infortunio, ma non ci ha mai creato problemi. Ha iniziato questa settimana a fare qualche allenamento e poi ieri stava bene, come oggi. De Roon ha fatto otto partite di fila, lo stesso Cristante. Pisilli ha giocato più spezzoni, però era l’unico cambio che avevo in attacco, tra gli attaccanti esterni, anche se lui è più un trequartista. Quindi lui ha questa voglia di giocare”.
FONTE: Sky / DAZN / Redazione Tuttoasroma











