Le squadre forti hanno memoria selettiva: trattengono gli errori e dimenticano in fretta le sconfitte. La Roma sembra aver archiviato Manchester proprio così. Non ha la stessa brillantezza e per lunghi tratti gioca quasi al minimo dei giri, ma contro il Sassuolo le basta comunque per prendersi la partita e, soprattutto, affacciarsi dove iniziano a cambiare anche le ambizioni: per una notte è seconda, davanti all’Inter e a un solo punto dalla Lazio. Nove partite in ventisette giorni si vedono tutte. Il Sassuolo si chiude dentro due linee strettissime e per venti minuti la Roma gira attorno alla partita senza riuscire davvero a entrarci. Poi serve più cattiveria che bellezza: Hermoso prende palla, avanza e batte Muric.
Quattro minuti più tardi Malen raddoppia con una conclusione che Walukiewicz spinge in rete. Nella ripresa la Roma ritrova anche un po’ di gamba e tocca a Mora chiudere: 3-0 e quarto gol in Serie A. Per Aquilani, al quinto ko consecutivo, l’esonero sembra a un passo. La Roma continua a segnare: 31 gol in undici giornate, praticamente tre a partita, miglior attacco del campionato,record per la A (l’Atalanta di Gasp arrivò a 30). In Italia continua a dimostrare di poter stare lassù: diciotto partite consecutive senza perdere in campionato e una classifica che la mette a un punto dalla vetta. Ed è proprio il secondo posto a cambiare prospettiva. Il ds D’Amico promette rinforzi e i Friedkin decideranno fin dove si può aprire il portafoglio: la classifica autorizza la Roma ad avere ambizioni più grandi.
FONTE: La Repubblica











