
CREDENZIALI – Nato nel 1999, Pellegrini si è presentato con autorità anche allo stadio Olimpico giocando una Supercoppa sontuosa contro l’Inter. Bravissimo in fase di spinta, dotato di ottima personalità, magari anche troppo sicuro dei propri mezzi, è presto finito sui tablet degli osservatori di tutta Europa. E attraverso il lavoro ha meritato le attenzioni di Spalletti che lo ha fatto allenare stabilmente con i grandi e lo ha pure portato qualche volta in panchina. Con ogni probabilità Di Francesco lo vorrà con sé in ritiro e anche nella tournée statunitense, a meno che prima la Roma non decida di mandarlo a giocare in prestito in un club che possa valorizzarlo.
INIZI – Luca Pellegrini è stato scoperto dal migliore talent scout che esista sul territorio: Bruno Conti, che secondo la leggenda per misurarne l’abilità si mise a palleggiare con lui sul campo del Tor Tre Teste prima di sceglierlo. Ed è sempre stato Conti a bloccarlo, ben assistito dai genitori del ragazzo, quando il direttore sportivo del Reading, club inglese dei sobborghi di Londra, si presentò a Roma con l’offerta intrigante di un contratto da professionista. Pellegrini, infanzia da nuotatore e piedi delicati, si fidò del mentore e venne accontentato ben presto, con una firma valida fino al 2018. Adesso dovrà rinnovare, naturalmente, ma la Roma e Raiola sono in sintonia negli ultimi tempi e difficilmente il ragazzo andrà via senza che sia la società a deciderlo. E’ molto amico di Donnarumma, che ha conosciuto nelle nazionali giovanili, ma forse si comporterà diversamente.










