
Poche le soluzioni per il tecnico: 1) lo spostamento a destra di uno tra Manolas e Juan Jesus, più il primo del secondo anche se il greco ha chiaramente fatto capire di non sentirsi sicuro sulla fascia; 2) il passaggio alla difesa a tre, soluzione che però Di Francesco non ha mai adottato se non per pochi minuti a Bergamo, nel finale di gara, con Pellegrini praticamente sulla linea della difesa diventata a cinque; 3) l’arretramento di Radja Nainggolan, una mossa che ricorderebbe quella fatta nel settembre 2011 da Luis Enrique che sempre contro l’Inter (a San Siro però), giocò con Perrotta e Taddei esterni di difesa. L’arretramento del Ninja, però, toglierebbe muscoli a centrocampo e pericolosità nella metà campo avversaria. Un dilemma per Di Francesco, che aspetta un regalo da Monchi prima della fine del mercato: la questione Schick è ancora in fase di stallo, con la Sampdoria che spinge il calciatore verso Trigoria mentre i suoi procuratori lo vorrebbero all’Inter. In alternativa la società giallorossa ha riallacciato i contatti col Sassuolo per Berardi, che però lo reputa incedibile, e continua a monitorare Munir. Lontanissimo l’algerino Riyad Mahrez. «Vogliamo tenere i nostri gioielli», ha detto ieri il tecnico del Leicester, Shakespeare.










