
Il giovane e indisciplinato talento è stato ceduto a 35 milioni e comunque alla Lazio non sarebbe stato più possibile tenerlo. Lotito e Tare vendono, realizzano il massimo (e in questo Lotito è spietato) e poi reinvestono. Ma non certo tutto. Pallotta e Monchi (e Sabatini prima di lui) fanno invece del “trading “di mercato uno stabile sistema economico. Il mercato ha scopo di gestione e mantenimento del club stesso, e poi quello tecnico di rafforzare la squadra, farla sempre più competitiva. Una Roma seconda avrebbe avuto bisogno di un colpo o due per tentare il gran salto, e invece ha perso prima di tutto l’allenatore, preso Di Francesco che è perfetto per una squadra nuova e giovane ma che non ha certo l’esperienza e la smaliziatezza del predecessore, ceduto titolari cardine come Ruediger e Salah. L’affare Schick è stato uno spettacolare e carissimo colpo di teatro proprio per raddrizzare la barca e recuperare la fiducia dei tifosi.
Veniamo al punto, Roma e Lazio sono più forti dello scorso anno? Probabilmente no: la Lazio sicuramente, la Roma forse. Ma è anche vero che ogni anno Roma e Lazio ricominciano da zero. La Roma ha qualche riserva nascosta (Florenzi) ma anche l’impegno Champions. La Lazio scommette tutto su Inzaghi jr, che tanto per cominciare – a differenza della siccità di trofei della Roma americana – ha già vinto la Supercoppa. Con un piccolo miracolo può sempre moltiplicare pane e pesci.










