
Facendo un passo indietro e abbandonando gli scenari futuri, l’atteggiamento del Campidoglio appare per ora attendista: nella tarda serata di lunedì, dal Comune sono arrivate in Regione osservazioni sui possibili ingorghi che si potrebbero creare sulla via Ostiense e la via del Mare quando la Roma giocherà in casa, sulla difficoltà di allungare la metro B a Tor di Valle senza mandare in tilt l’intera linea, sui problemi alle fognature dell’area e i troppi alberi che andrebbero abbattuti. Punti critici a cui, però, non è stato allegato quel parere di conformità alla delibera di pubblica utilità sul progetto della Roma votata in era Marino. Si tratta del documento (previsto dalla legge sugli stadi) che avrebbe di fatto dato inizio alla conferenza dei servizi. In mancanza dell’atto, per evitare un ulteriore stallo, i tecnici e i dirigenti della Pisana stanno vagliando tutte le opzioni per dare comunque il via al tavolo. E alla fine costringere il Movimento 5 Stelle a decidere sullo stadio: in aula, davanti a tutti e senza rimpalli tra uffici.










