
Proprio le spese folli del Milan hanno acceso un dibattito ai piani alti dei due club quest’estate, Pallotta ha puntato il dito per primo: «Hanno perso la testa, ne pagheranno le conseguenze», Fassone ha replicato: «Siamo pronti a confrontare i bilanci». Il presidente americano si è presto scusato, per la verità sulle casse rossonere c’è da aspettare, perché è previsto ad ottobre l’incontro di valutazione con l’Uefa e ad oggi si conosce solo il rosso di 74,9 milioni datato 2016. I conti del club milanese vengono aggiornati una volta l’anno, a differenza della Roma quotata in borsa: -42,6 l’ultima perdita segnalata, addirittura triplicata rispetto al precedente esercizio (-14), nonostante le illustri cessioni estive. Milan e Roma sono lontane dall’equilibrio che la Juve invece conosce bene e per curare i rispettivi bilanci hanno bisogno di vittorie e di respirare ogni anno il profumo della Champions.
Uno dei grandi colpi estivi di Mirabelli era un promesso sposo giallorosso: Kessie. Ce l’aveva in mano il diesse ad interim Massara e Monchi aveva ereditato la trattativa, sfumata a maggio. Un acquisto mancato e tanti ex in maglia rossonera, da Storari che ha fatto le giovanili a Trigoria a Borini, una pedina di Luis Enrique emigrata in Inghilterra dopo l’esperienza alla Roma e tornato in Italia quest’anno per rimettersi in gioco. Poi c’è quel Romagnoli venduto a peso d’oro (25milioni) dall’ex diesse Sabatini al Milan di Mihajlovic per un talento che sembra aver subito un’involuzione assieme a tutta la squadra. El Shaarawy, invece, ha percorso la strada opposta e nei primi sei mesi in giallorosso ha fatto scintille, convincendo il club a riscattarlo dal Monaco. Domani sarà titolare causa forfait di Perotti e Defrel, è fresco di doppietta in campionato e al suo ex club ha già segnato due volte in appena 156 minuti da avversario. «Servirà la miglior Roma – ha detto il Faraone a Sky Sport – per batterli. Vogliamo dare un segnale forte, far capire che stiamo crescendo e ci siamo anche noi per i primi posti in classifica». Milan-Roma è nella testa dei giocatori già dal turno in Europa, Montella e Dzeko l’hanno confermato («forse ci abbiamo pensato troppo…»), il momento è finalmente arrivato e, dopo i veleni estivi, a parlare sarà solo il campo.










