
Il club non comunica i tempi di recupero che dovrebbero superare i 7 giorni. Essendo però una zona molto delicata, per Kevin non verranno corsi rischi: convocazione probabile, impiego difficile. Nonostante le pressioni del ct Advocaat di averlo anche solo per alzare l’umore dello spogliatoio – il centrocampista non risponderà alla chiamata dell’Olanda impegnata con Bielorussia e Svezia per sperare nei play off. Ma la concorrenza di Pellegrini per una maglia da titolare non si fermerà a Roma-Napoli. Il ragazzo di Cinecittà, ricomprato per 10 milioni da Monchi ed esploso al Sassuolo proprio con Di Francesco, sta scalando anche il gradimento dei tifosi.
Ieri, in un sondaggio, il 72% dei votanti ha preferito Lorenzo a Strootman anche perché l’olandese è ancora alla ricerca della forma migliore dopo i due anni di calvario. Si prospetta quindi una lunga staffetta tra le due mezzali. Una buona notizia per la Roma anche perché più Pellegrini gioca, più sale il prezzo e quindi le difficoltà degli altri club di pagare la clausola. Trenta milioni è infatti il parametro di riferimento che il calciatore e il club hanno associato a quota 20 presenze di almeno 45’. A seconda se Pellegrini giocherà più o meno di 20 gare, la clausola potrà scendere (di 1,5 milioni per ogni gara al di sotto delle 20 stabilite) o salire (di 1 milione per ogni partita in più). Tradotto: meno gioca, più c’è il rischio di perderlo a giugno. Sul centrocampista c’è da tempo l’interesse del Manchester United che ha inviato un emissario a San Siro dopo averlo già visionato col Verona. Anche Guardiola, però, ci sta facendo un pensierino per il City, così come Conte per il Chelsea.










