
Si è scritto e si è detto tutto di Francesco Totti anche in occasione dei 41 anni appena compiuti. Delle sue qualità tecniche e della sua classe, del suo carattere e del suo temperamento. Ma chi ha vissuto con lui per tanti anni l’esperienza in Nazionale ha avuto modo di apprezzarne anche il lato umano, la capacità di sdrammatizzare e risolvere con una battuta situazioni tese e delicate, pre-partita ad alta tensione, con l’arguzia e la bonomia che sono patrimonio dei romani veri come lui. Quando il pullman della Nazionale arrivò allo stadio di Dortmund per la semifinale mondiale contro la Germania, in un’atmosfera ostile e minacciosa, tra i tifosi tedeschi apparve un omino scheletrico ed emaciato che inveiva contro gli azzurri. Ci pensò Totti a “stenderlo” e a stemperare il clima con una risata collettiva: «Vai a casa nonno, che se te becca il sole ti fa nero». «Mister, Francesco è matto, ha detto che fa il cucchiaio a Van der Sar, quello è alto due metri», fu l’sos lanciato a Zoff da Di Biagio nel drammatico finale ai rigori contro l’Olanda, semifinale agli Europei 2000. Troppo tardi, Totti era già partito verso il dischetto. E anche quella volta non smentì classe e carattere.










