
Ha fatto svanire l’incantesimo di Londra e non si è accontentato di centrare la porta una volta sola. Lo Dzeko 2017 è micidiale, 31 gol in 36 partite sono lo specchio di un attaccante che «invecchiando» migliora. A furia di prime volte: nelle precedenti 9 sfide col Chelsea era andato a secco, la decima è stata quella buona. Numeri che ritornano e contagiano anche Kolarov, pure lui fino a ieri sera col curriculum in bianco alla voce gol al club inglese, nonostante le 10 gare giocate. L’impresa sfiorata lascia un po’ di amaro in bocca, ma sistema la classifica in Champions: la Roma non aveva mai chiuso da imbattuta il girone d’andata. E’ tutto ancora da scrivere, però: «Ci sono tre partite importanti da disputare, ma – sottolinea Dzeko – c’è prima la Serie A, poi penseremo al ritorno col Chelsea». «Sono contento del punto, però – ribatte Gonalons – pensando al fatto che vincevamo 3-2 è più dura da accettare. Loro ci hanno causato molti problemi, ma noi abbiamo avuto molte occasioni e siamo stati molto efficaci». Nainggolan concorda: «E’ stato strano prendere il 3-3, ci sentivamo più forti. Abbiamo preso il gol troppo velocemente. Ma abbiamo giocato meglio di loro. Il risultato è positivo e fa bene per il morale, andiamo avanti così. Io voglio vincere con questa maglia, sarebbe indimenticabile».
Il rientro nella capitale in piena notte (4.30) è stata la parte più traumatica del viaggio londinese, da cui la Roma torna senza feriti: Gerson è uscito per crampi e da oggi (si riprende con un defaticante nel pomeriggio) a domenica Di Francesco avrà la possibilità di scegliere se convocare Schick e Defrel, ormai pronti. Un altro buon motivo per sorridere.










