
IL LAVORO PAGA – Insomma, ieri la linea difensiva ha lavorato davvero bene, anche se in un paio di occasioni l’impressione è stata che se invece di Sadiq dall’altra parte ci fosse stato Belotti, magari i conti sarebbero stati diversi. Quella di ieri, però, era di fatto una difesa improvvisata, con il ritorno di Florenzi come esterno destro basso e una coppia di centrali inedita formata da Moreno e Juan Jesus. «Ma io credo nel lavoro, so fare la mia parte – dice alla fine il brasiliano – Devo migliorare ancora molto, ma non sono una macchina e quindi sbaglierò ancora, magari meno di prima. Ma l’importante è che non abbiamo concesso niente. E che abbiamo dimostrato di essere una squadra e che ci aiutiamo vicendevolmente. Moreno? È entrato benissimo, meritava questa chance».
INTERCAMBIABILITÀ – E in questa difesa qui ieri si è rivisto anche Alessandro Florenzi, seppur la sua prestazione non sia stata certo di quelle da ricordare. «Siamo felici per la vittoria, Torino è un campo dove in tanti faranno fatica a passare – dice – I tanti cambi? È uno dei punti di forza di questa squadra. Siamo in tanti e tutti bravi. Dobbiamo continuare su questa strada, sapendo che ognuno può dare il suo contributo. Se non giochi una partita, non vuol certo dire che non giocherai neanche quella dopo». Esattamente come sottolineato da Di Francesco. Basti pensare, ad esempio, che ieri la difesa mancava dei centrali titolari, Manolas e Fazio. Ma il risultato è stato lo stesso, una difesa da scudetto.










