
La lunga vigilia umida e fredda è un cocktail di parole e emozioni, di sensazioni e stati d’animo, una specie di agonia in attesa di un sussulto di vita. Ventura si avvita nella pretattica, sino adesso fonte solo di guai, ma alla fine di molte riflessioni è orientato a non cambiare sistema di gioco (3-5-2) e solo tre interpreti: fuori Verratti (squalificato), De Rossi e Belotti, dentro Florenzi, Jorginho e Gabbiadini. Barzagli ha dato la sua disponibilità a giocare la seconda partita in tre giorni e allora il c.t. insiste con la BBC (Bonucci giocherà con la maschera protettiva). La grande sorpresa è l’italo brasiliano timido, 24 minuti con Conte e che Ventura non aveva mai chiamato. Adesso, dietro molte insistenze, anche del suo staff, lo lancia titolare nella gara della vita e può sembrare un controsenso. «Ascolto i consigli di tutti ma decido io e poi si vedrà».
Così, a fianco di Immobile, ecco Gabbiadini, altra sorpresa, perché Belotti è giù e Eder è buono a gara in corso. Il Grande Bocciato è Lorenzo Insigne, uno dei più in forma della serie A e fuori per la seconda di fila. Il napoletano è entrato male a Solna e Ventura preferisce usarlo come grimaldello se non riuscisse a sbloccare lo 0-0. Pronta, infatti, anche la tattica della disperazione: dentro uno tra Belotti e Eder più Insigne per trasformare il 3-5-2 in 4-2-4. In preallarme anche Bernardeschi. Schemi e tattica, ma l’anima conta di più. Non resta che aspettarsi un’Italia che faccia l’Italia: più pressing, più ritmo, più intensità. Bisogna fare due gol e non prenderne neanche uno. Tutti ci vogliono al Mondiale, anche la Fifa tifa un po’ per noi, con la Svezia rischia di perdere un centinaio di milioni. Ma il business è un conto e la legge del campo un’altra. «Non dobbiamo scivolare nella mediocrità», avverte Buffon.Ventura è sicuro che non succederà. Ma non è sereno. «Andiamo al Mondiale, poi qualche riflessione andrà fatta. Sino adesso c’è stato un po’ di accanimento nei miei confronti».










