
La delusione per la mancata chiamata di Ventura, si è trasformata in due settimane di lavoro intenso e importante a Trigoria, con Di Francesco che continua a seguire la crescita passo passo di quello che è il suo pupillo, riportato da Sassuolo per entrare nella rotazione dei centrocampisti. E Pellegrini sta collezionando già numeri da titolare: nove le presenze in campionato, 565 i minuti disputati, che non per nulla pochi se si pensa che Strootman ne ha raggiunti pochi di più, 613. Decisivo al servizio dei compagni, con 5 assist, e 9,342 chilometri percorsi, mentre gli manca ancora il gol (anche in Champions), tenuto forse in caldo proprio per un’occasione speciale come quella di sabato. Nainggolan continua a lavorare per provare a bruciare i tempi, e nessuno dentro Trigoria si sbilancia. Si deciderà in extremis, venerdì, alla vigilia della gara, ma le possibilità sono davvero poche. E quindi Lorenzo dovrà rispondere presente. Risposta che dovrebbe dare, comunque, anche se Radja dovesse farcela perché, in quel caso, è probabile che prenda il posto di Strootman, che è stato anche lui in nazionale. Ripristinando la regola dei tre romani in rosa, che con l’addio al calcio di Totti sembrava esser venuta meno.
E invece De Rossi, Florenzi e Pellegrini mantengono la tradizione. Le gambe tremeranno, come è Di Francesco — che ieri pomeriggio ha ritrovato la squadra — ad ammettere. «Cosa è per me il derby a Roma? lo racconto con un aneddoto: la prima volta, prima della gara, siamo andati tutti sotto la Sud. Prima di allora non mi erano mai tremate le gambe, quella volta sì. È un’emozione unica». E ancora: «Sarà una gara di alta classifica — continua Di Francesco a Mediaset — faccio i complimenti a Inzaghi, sta facendo un ottimo lavoro». Da segnalare che, sul fronte stadio, la seconda seduta della Conferenza dei Servizi decisoria per lo stadio della Roma, è stata convocata per venerdì 24 novembre.










