
Oggi potrebbero bastarne meno e Di Francesco si affida comunque all’artiglieria pesante: Schick giocherà insieme a Dzeko ed El Shaarawy, con Perotti che non è al meglio e partirà in panchina. Un attacco con tre potenziali centravanti, con il ceco largo a destra. Dovrà abituarsi a quella posizione perché Dzeko non si tocca. Neppure quando è stanco come adesso. Schick non vede l’ora di sentirsi di nuovo calciatore, segnare, incidere, esultare. Non lo fa da quest’estate, Europeo Under 21 spezzato dalle visite mediche lampo con la Juventus, che scoperto un problema cardiaco passeggero l’ha scaricato senza troppi complimenti. Poi l’asta di mercato vinta dalla Roma, l’arrivo nella Capitale tra l’entusiasmo generale subito spezzato da una lesione muscolare e la successiva fibrosi.
Tutto superato? Una prima risposta attendibile arriverà solo oggi, perché Schick è uno che non fa trasparire alcuna emozione. «È pronto per giocare dall’inizio» ha confermato ieri Di Francesco, aggiungendo che «Nainggolan e Strootman stanno molto bene, Pellegrini benissimo». Sembrerebbe l’annuncio del romano titolare ma in realtà in il tecnico dovrebbe affidarsi ai due centrocampisti più esperti in avvio, insieme a Gonalons che sostituisce lo squalificato De Rossi. Dietro Juan Jesus è favorito su Fazio per far coppia con Manolas, a destra c’è Bruno Peres al posto dell’altro acciaccato Florenzi, a sinistra Kolarov fa gli straordinari ed Emerson deve aspettare la sfida col Cagliari, o quella col Torino in Coppa Italia










