
Ieri il diesse era con Baldissoni a Milano per assistere alla partita di Supercoppa Primavera, ma presto potrebbero volare insieme da Pallotta, atteso a Londra in settimana (agenda da definire nelle prossime ore) per via dell’impegno dei Boston Celtics giovedì nella capitale inglese contro i Philadelphia 76ers. E’ lì che la Roma studia le strategie con la consulenza di Baldini. I contatti con il presidente sono costanti e tutti concordano nella necessità di intervenire, con la consapevolezza di una cassa «povera» che potrà essere arricchita da qualche cessione, come quella di Bruno Peres su cui c’è il Benfica. La Roma in assenza di grosse somme deve fare quadrato e capire come muoversi per migliorare una situazione da cui è obbligata a tirarsi fuori per perseguire l’obiettivo minimo della qualificazione alla prossima Champions League. Se dovessero arrivare offerte per i «senatori», saranno ascoltate e valutate con attenzione, soprattutto se riguarderanno quelli che sembrano essere arrivati alla fine di un ciclo, come Strootman, che tra l’altro ha inserito una clausola per liberarsi nel contratto, ma anche Dzeko e quel Nainggolan che tanto fa discutere per i comportamenti. La plusvalenza più facile Monchi la farebbe con Alisson, che ha già parecchi occhi addosso, e potrebbe fare la valigia se un’eventuale proposta fosse ritenuta valida, nonostante sia uno dei pochi a dare sicurezza in questo periodo nero. Anche la solida difesa ha iniziato a traballare e ha perso il primato del minor numero di gol subiti, scavalcata dal Napoli, l’attacco è l’ottavo del campionato con 30 reti segnate, la percentuale di realizzazione è del 12,2% (1 centro ogni 8 tentativi) e quando la Roma va sotto nel punteggio non sa rimontare: è capitato 7 volte e solo contro il Chelsea è riuscita a pareggiare, altrimenti ha sempre perso. Un chiaro sintomo della paralisi mentale che «chiama» l’ennesima rivoluzione.










