
BUDGET CERCASI – Uno scenario che aveva già prefigurato lo spagnolo, nel post-gara contro l’Atalanta. Per questo motivo il ds, dovrà adoperarsi in fretta per qualche cessione. Con le valigie pronte c’è Bruno Peres. Sul brasiliano sono in pressing il Benfica e il Galatasaray. In giornata un intermediario dell’ex granata sarà a Lisbona ma da quanto trapela dall’entourage del ragazzo, non c’è fretta. L’esterno destro, attende infatti passi in avanti del Brighton, affascinato dalla possibilità di giocare in Premier. Il problema è legato al suo status di extracomunitario e le rigide regole per ottenere il permesso di lavoro. Prima di accettare altre proposte, la sensazione è che Peres voglia capire se la pista della Premier è praticabile o meno. Con il discorso Emerson-Juventus in stand-by, essendo legato alla cessione di Alex Sandro, l’altro calciatore in partenza è Skorupski. Piace al Genoa, che vorrebbe però rimandare l’acquisto a giugno. La Roma ha fretta e attende sviluppi da un timido sondaggio del Crystal Palace. Tutto fermo sul versante Strootman. Il messaggio che trapela da Trigoria è risoluto: è l’agenzia che cura gli interessi dell’olandese che qualora trovasse un acquirente deve farsi viva con la Roma, non il contrario. In entrata, rimane viva la pista legata a Darmian. L’alternativa è Juanfran, più defilato Bereszynski, nonostante l’apertura di Ferrero: «Se me lo avessero chiesto, glielo avrei già dato». Soltanto venisse ceduto l’olandese, Monchi virerebbe su un centrocampista. Anche se il ruolo è diverso, piace Torreira. Se non per adesso, per giugno.
LO STADIO CHE VERRÀ – Prima di incontrare Monchi e di recarsi poi in serata alla O2 Arena anche con gli altri dirigenti giallorossi presenti a Londra per assistere alla gara di Nba tra i Boston Celtics e i Philadelphia 76ers, Pallotta è intervenuto al convegno internazionale “Leaders in Sports meet innovation”. Alcuni passaggi del suo intervento: «Non puoi essere un brand globale senza uno stadio di proprietà. Vogliamo essere il secondo club preferito di tutti. Ci sono 3 miliardi di tifosi di calcio nel mondo e se io riuscissi a portare anche soltanto l’un per cento a sostenere la Roma come seconda squadra, sarebbero 30 milioni di tifosi. E se spendessero anche soltanto 5 dollari a testa, ci sarebbe un ricavo di 150 milioni di dollari. Fino a 5 anni fa pensavo che il calcio fosse un gioco orribile, non riuscivo a capirlo, ora sono fuori di testa per il calcio. Tutti a Roma vogliono questo stadio tranne forse i tifosi della Lazio che ci potranno però giocare una volta a stagione». Il presidente ha poi svelato come, in prima persona, ha dovuto affrontare la questione dell’ordine pubblico: «Circa un anno e mezzo fa, abbiamo incontrato il responsabile della Polizia. Appena mi sono seduto, ho chiesto: “Perché non arrestate queste persone?”. Lui mi ha risposto “Permettimi di farti vedere perché” e mi ha aperto questo fascicolo pieno di persone che avevano commesso qualcosa. Ma c’erano solo immagini sfocate. Quindi abbiamo chiesto se potessimo portare telecamere ad alta definizione all’interno e le abbiamo comprate noi, anche se non siamo i proprietari dello stadio, per iniziare a vedere chi è che crea problemi».










