
REGISTA – Non è un mistero che Eusebio Di Francesco chieda al suo capitano quell’equilibrio che la Roma trova e perde con regolarità e in modo misterioso. Per certi versi, le ultime due partite giocate – contro lo Shakhtar in Ucraina e col Milan – hanno raccontato due primi tempi ottimi e discreti a fronte di riprese totalmente da dimenticare. Daniele in Ucraina c’era, all’Olimpico invece ha assistito dalla panchina alla sconfitta, perché il regista era Strootman. Ieri, addirittura, si è rivisto tra i convocati anche Gonalons, il che fa pensare che in prospettiva l’allenatore giallorosso possa avere anche altre soluzioni in chiave di regia. «Hanno caratteristiche sia fisiche che tecniche differenti – ha spiegato Di Francesco -. Nella gestione della palla sicuramente Daniele ha più esperienza e capacità di gestione, Maxime magari ha più capacità fisiche nell’andare a recuperare in campo aperto determinate situazioni. Però sono due giocatori che possono benissimo interpretare questo sistema di gioco». Cioè il prediletto 4-3-3.
FUTURO – L’ attestato di fiducia del tecnico è chiaro: stasera c’è bisogno di De Rossi per provare ad invertire il corso degli eventi. D’altronde il tempo stringe per tutti, anche per campioni del Mondo come De Rossi. Al netto di nuovi prolungamenti, la prossima sarà l’ultima stagione giallorossa per Daniele, ed il pensiero di disputarla senza giocare la Champions dovrebbe essere un pensiero intollerabile per un agonista come lui. Ma per averne la certezza deve guidare i giallorossi nel porto tranquillo delle prime quattro, quello che al momento non li contempla. Per questo uno sgarbo all’amico d’azzurro Insigne ci sarebbe proprio bene. La stima per l’attaccante è enorme, come tutto il mondo ha potuto vedere in tv nel corso dell’ultimo, maledetto Italia-Svezia, quando Daniele chiedeva allo staff di mettere dentro Insigne. Adesso però è un’altra storia. È il racconto di un’antica sfida che vede il simbolo di Napoli e quello di Roma sfidarsi per un posto nel paradiso delle speranze. Una volta una partita del genere si chiamava «Derby del Sole». Gli anni del calcio cattivo ha cancellato tutto. Il sole, perciò, dovranno portarlo loro, Lorenzo e Daniele. Quello della passione.










