
ROSA CORTA – Per riuscirci Spalletti deve fare soprattutto una cosa, lavorare sulla testa dei giocatori. Anche perché cambiarli è dura, vista l’esiguità della rosa attuale a sua disposizione. Non nei numeri (anche se gli infortuni di Mario Rui, Rüdiger e Vermaelen hanno accorciato le scelte in difesa), ovviamente, ma nell’affidabilità di alcune alternative come i vari Juaèn Jesus, Gerson, Iturbe, Emerson e Fazio, tutti giocatori che ad oggi, chi per un motivo e chi per l’altro, non hanno mantenuto le attese. Così succede che in mezzo Strootman e Nainggolan debbano giocare sempre per mancanza di alternative, Dzeko non abbia un sostituto come centravanti e Florenzi e Bruno Peres siano costretti a giocare ancora fuori posizione, come terzini in una difesa a 4. Questi gli errori più grandi effettuati in sede di mercato dalla Roma.
RICARICARE LE PILE – Come uscirne allora? Prima di tutto recuperando l’efficienza di quattro giocatori chiave come Nainggolan, Salah, El Shaarawy e Perotti, per motivi diversi tutti lontano dal rendimento (altissimo) della seconda parte della scorsa stagione, quella marchiata Spalletti. Nainggolan deve assolutamente trovare il modo di riposare, ricaricare le pile, rallentare un po’. Ha tirato la caretta a lungo e, causa anche Europeo, di fatto non stacca da un anno e mezzo. Per uno che fa dell’energia e dell’intensità, non proprio l’ideale. Il problema, però, è proprio quello accennato sopra, che Spalletti al belga (ieri a Trigoria c’era Beltrami, il suo agente, ma per il rinnovo c’è da aspettare la prossima settimana) non può rinunciarci, se non per qualche soffio di partita. Ed allora vanno ricaricate altre pile, quelle della testa, perché è probabile anche che Radja sia stanco mentalmente. Un po’ come può essere per El Shaarawy, uno che nella scorsa stagione era di fatto titolare e oggi è scivolato tra le riserve, causa impiego di Dzeko. La scelta di rilanciare il bosniaco ha tolto un posto un attacco, con lo spostamento di Perotti sull’out sinistro e il conseguente sacrificio del Faraone. Già, Perotti, anche lui con le quotazioni a ribasso, esattamente come Salah, che Spalletti vuole tenere sempre più vicino alla porta, accentrandolo ed esentandolo da rincorse difensive di lunga gittata. Il futuro della Roma passa anche da qui. In attesa che Gerson o Iturbe battano un colpo anche loro.










