
Di Francesco invece ha chiesto ai suoi calciatori di giocare come nella partita di Londra contro il Chelsea: in campo però la Roma sarà la stessa della partita di ritorno, quella del successo per 3- 0 su Conte, con un’unica eccezione: Manolas per Jesus. La prova che forse i reiterati tentativi di coinvolgere i meno utilizzati – Schick, Defrel, Bruno Peres, Gonalons non è che siano stati esattamente premianti. Certo ci fosse Ünder, in campo scenderebbe lui: il turco però si è arreso ieri al problema muscolare al retto femorale accusato con la nazionale e lascerà spazio a El Shaarawy. Vorrebbe esserci almeno per la partita di ritorno a Roma, ma perché abbia un senso deve sperare nei compagni di squadra. O forse nel più pericoloso degli avversari: Lionel Messi. Messi e Suarez hanno segnato insieme 48 gol in campionato, meglio di chiunque altro. E a dire il vero nessuno si è accorto del ” limitatore” che i medici del Barça avevano imposto a Leo nell’ultimo incontro. Contro il Siviglia Messi è entrato solo dopo un’ora di gioco con due indicazioni: «Devi evitare scatti su lunghe distanze e bruschi cambi di ritmo», gli aveva prescritto il medico del club. A lui è bastata quella prestazione condizionata per cambiare la storia della partita e segnare il gol del 2-2. Oggi, dicono dal club, «è solo all’80%». Ma statistiche alla mano, il Barça è agli ottavi per l’undicesima volta consecutiva e nei dieci precedenti, in sette occasioni è arrivata in semifinale. Solo due club l’hanno fermata prima: l’Atletico ( due volte) e la Juventus. Seppure Messi non dovesse recuperare quel 20% che gli manca per essere al meglio, per la Roma resterà difficile potersi rilassare.










