
La partita, però, si era già messa male, con l’ennesimo gol preso su azione da calcio piazzato (Benassi al 7’). La gara contro la Fiorentina era il classico trappolone tra le due gare di Champions contro il Barcellona, ma questo lo sapevano tutti. Tenere fuori Kolarov e De Rossi è stato un errore pagato a caro prezzo. Era il Barcellona, dopo l’1-4 dell’andata, la gara in cui risparmiarli in vista del derby del 15 aprile, che ora assume la fattezze di uno spareggio per la Champions. Solo dopo Torino-Inter e Udinese-Lazio di oggi si capirà la vera portata dello scivolone giallorosso. La Fiorentina è stata più brillante sul piano atletico e Pioli reattivo quando, di fronte al 4-2-4 della disperazione romanista, ha risposto con un 5-4-1 che ha chiuso i varchi. I viola possono essere la sorpresa di questo finale di stagione, in cui stanno onorando il ricordo di capitan Astori. Molti tifosi giallorossi si chiedono come sia possibile avere una Roma dottor Jekyll in Coppa e mister Hyde in campionato. Una risposta può essere che la squadra se la cava bene quando l’avversario impone il suo gioco ma lascia spazi e va male quando deve costruire. Manca un regista e il 4-3-3 di Di Francesco è spesso privo di fantasia. Quella che la Fiorentina ha ritrovato in Saponara. A Roma, invece, si è fatto passare Schick per un problema senza soluzione. Può essere, ma ieri si è rivisto a sprazzi il giocatore che aveva impressionato nella Samp: entrato nella ripresa ha prodotto un assist sprecato da Nainggolan e una traversa colpita con un bel guizzo di testa. Il vero quesito è, semmai, che questa squadra, rispetto al campionato scorso, ha 11 punti in meno e le mancano 19 gol segnati.










