La poesia, tendenzialmente nel calcio, è materia prediletta dei giocatori dotati di estro, dai fantasisti ai numeri 9. La poesia, nella prima parte di stagione della Roma, scarseggia per infinite motivazioni (…). E soprattutto mancano i gol. Quindi, la Roma di Gasp si costruisce da dietro, con le vittorie di misura in avvio, con la capacità granitica di mantenere inviolata la porta nella maggior parte dei casi. Quella di Svilar, Mancini, Ndicka e del ritrovato Hermoso. Alla sua terza stagione romanista Evan Ndicka si conferma: affidabile (…) e insostituibile, chiudendo l’annata a quota 42 presenze in tutte le competizioni con 5 reti segnate. Sono in totale sette le assenze per causa di forza maggiore in Serie A: manca cinque volte poiché impegnato con la Costa d’Avorio in Coppa d’Africa (Juventus, Genoa, Atalanta, Lecce e Sassuolo), salta il Como in trasferta poiché squalificato e assiste alla vittoria dei compagni con il Verona nell’ultima gara di campionato poiché infortunato. Sempre presente, invece, in Europa League, da titolare o subentrato, e nell’unica apparizione della Roma in Coppa Italia con il Torino (dove è poco reattivo). E all’inizio Evan si conferma a sinistra nella posizione solitamente ricoperta nella Capitale – ad accezione della parentesi da incubo con Juric della scorsa stagione -. Hermoso, Mancini e Ndicka, come un ritornello. Prima dello spostamento, perché ad inizio stagione il tecnico studia il materiale tecnico e umano, prova e adatta anche in base alle assenze e alle necessità della singola partita. Affidabile, appunto, a sinistra. Come testimoniano anche i voti del Romanista, quando Ndicka tocca la vetta del 7 in due occasioni: nel derby d’andata e contro il Nizza. In Francia grazie al suo gol di testa e alla rete di Mancini la Roma vince nella prima uscita in Europa League. Quindi, il primo spostamento che non sortisce effetti positivi.
Con l’Inter, a ottobre, Gasperini lo prova a destra ed Evan appare subito in netta difficoltà: il movimento sbagliato del difensore in occasione dell’azione che porta alla rete di Bonny, che vale il successo dei nerazzurri, grida vendetta. Al 55′ Evan lascia il campo, anche ammonito. Da Roma-Parma in poi Ndicka passa al centro, sfruttando anche la capacità di Mancini a destra di accompagnare l’azione, e Hermoso va a sinistra. Ricordate Ndicka con Juric? Niente di tutto ciò, al netto di qualche errore Evan centrale del terzetto funziona. Perché se la squadra assimila l’idea del tecnico e la realizza con convinzione, anche i singoli tendono a esprimersi al meglio. Come i difensori di Gasp. Perché, oltre all’aggressività e alla marcatura a uomo da manuale gasperiniano, Ndicka aggiunge anche il duello con l’attaccante di riferimento spesso da ultimo uomo. E, alla fine, risulta sempre un giocatore di rendimento stabile (…), come si nota dalla sua media voto, “sporcata” da qualche 5 o dal 4 condiviso con molti compagni nell’amara serata con l’Inter a San Siro. Ma quest’anno l’ivoriano aggiunge al proprio bagaglio anche i gol: dal primo con il Nizza fino ai tre consecutivi con Cremonese (prima rete in A con la Roma), Juventus e Genoa, per chiudere con quello al Bologna. Con 5 gol Evan supera il suo record personale di reti (4) del 2021/22 con l’Eintracht. Se la poesia di Dybala&Co nel finale trascina la Roma in Champions, molto si deve anche alla difesa. Evan salta Verona, festeggia da infortunato e vola al Mondiale (auguri).
FONTE: Il Romanista – C. Ciotti











