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(…) Tra poche ore sarĂ formalmente attivato l’iter della conferenza dei servizi decisoria del nuovo impianto dei giallorossi sulla collinetta di Pietralata. La conferma dello start della conferenza è arrivato ieri per bocca dei tecnici della Roma. SarĂ il commissario per gli stadi, Massimo Sessa, ad avviare i lavori, con l’invio di una pec a tutti gli enti coinvolti. E poi seguiranno al massimo 80 giorni per la sua conclusione, divisi in due mesi di discussioni e 20 giorni finali previsti per le controdeduzioni e per la predisposizione della relazione di chiusura. La Roma, così come il Campidoglio e la Regione Lazio, sono pronti, con il club dei Friedkin quasi in frenetica attesa. Ma esistono ancora i tempi tecnici per far rientrare il nuovo stadio della Roma nella lista degli impianti candidati dall’Italia per gli Europei di calcio del 2032, sfruttando così i vantaggi del commissariamento? Fino a qualche tempo fa il 31 luglio veniva indicato come una sorta di dead line invalicabile, la data entro la quale chiudere la conferenza dei servizi e presentare lo stadio ai vertici del calcio continentale.
Ora però la Roma ha chiarito che quella giornata non sarĂ una “ghigliottina” definitiva. Ma la lista esatta degli stadi scelti dovrĂ essere inviata all’Uefa a metĂ settembre. Mentre la riunione finale dei capi del calcio europeo che certificherĂ che l’Italia potrĂ ospitare la grande manifestazione sportiva, e in quali stadi lo farĂ , è fissata per il 5 ottobre. La presenza dello stadio della Roma in questa lista non è comunque condizione necessaria per aprire i lavori. Il cronoprogramma prevede che dopo la chiusura della conferenza dei servizi, presumibilmente i primi giorni di settembre, la Roma debba presentare il progetto esecutivo per poi andare a gara. Si tratta solo di passaggi tecnici, tra l’altro abbastanza rapidi alla luce del fatto, almeno è quanto filtra dagli ambienti giallorossi, che gli architetti e gli ingegneri del club hanno giĂ praticamente chiuso il progetto esecutivo dello stadio in quanto tale, lavorando in anticipo sui tempi. Se tutto fila liscio all’inizio della prossima primavera si inizierĂ a lavorare. Con l’obiettivo di inaugurare lo stadio in due anni e mezzo, al massimo tre.
FONTE: La Repubblica











