Ci mancava solo l’insulto razzista ad agitare le acque in casa della Juve Stabia, il club di serie B già scosso dalle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il proprietario della società Alfredo Guerri. Un episodio che scuote il club e la squadra che, è il caso di dirlo, domani tornerà finalmente in campo a Chiavari contro l’Entella dopo la lunga sosta di campionato.
L’ultimo episodio ad accendere i riflettori sulla società è la squalifica di un giovane calciatore dell’Under 15, squalificato per ben dieci giornate di campionato per il comportamento avuto lo scorso 4 ottobre in occasione della partita con la Roma. Dopo un contatto di gioco, il calciatore è stato espulso per aver spinto un avversario di colore e aver pronunciato nei suoi confronti un insulto di discriminazione per motivi di razza. Parole offensive che non sono sfuggite all’arbitro e che hanno indotto la giustizia sportiva a usare la mano pesante.
Un episodio condannato dal club in una dura nota ufficiale.
La società definisce «inaccettabile il comportamento del calciatore» e, «in coerenza con i principi e i valori che da sempre ispirano la propria attività», ribadisce «il proprio fermo impegno nella promozione dei valori di rispetto, correttezza, lealtà sportiva e inclusione, condannando ogni forma di discriminazione e qualsiasi comportamento non conforme ai valori dello sport». La Juve Stabia annuncia che non presenterà ricorso contro la squalifica e che, anzi, procederà all’adozione di «ulteriori provvedimenti disciplinari» nei confronti del giovane calciatore «nel rispetto dei principi di responsabilità che guidano l’operato del club». La società fa anche sapere che coglierà questa occasione per avviare un programma di incontri e sensibilizzazione sul tema «dell’inclusione e del contrasto a ogni forma di discriminazione» coinvolgendo calciatori, staff e settore giovanile.
Proprio Guerri è il protagonista dell’altra vicenda che ha caratterizzato la lunga sosta del campionato di serie B. La magistratura ha disposto il sequestro di crediti derivanti dal Superbonus 110% e ha deciso l’interdettiva ad esercitare l’attività di impresa per un anno. Motivo per cui saranno i due amministratori giudiziari, Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, a dover reggere, come già successo lo scorso campionato, le sorti del club nel prosieguo della stagione. Proprio ieri, oltretutto, in anticipo rispetto alla scadenza del 21 ottobre, l’ufficio misure di prevenzione del Tribunale di Napoli, presieduto dalla dottoressa Teresa Arienzo, ha ufficialmente prorogato di sei mesi l’incarico ai due amministratori. Una gestione, quella dell’amministrazione giudiziaria, che risale all’ottobre 2025, quando una inchiesta della magistratura aveva rivelato la presenza della criminalità organizzata nella gestione di alcuni servizi relativi allo stadio «Menti».
Una inchiesta che si è poi intrecciata con le vicende societarie, con vari passaggi di proprietà, dalla Brera Holding a Solmate e ad Agnello, fino all’intervento di Guerri che la scorsa estate ha acquistato il club salvandolo dal fallimento. Infine, l’ultima inchiesta che ha coinvolto proprio Guerri e la proroga di altri sei mesi dell’amministrazione giudiziaria. Momenti di tensione che la città ha vissuto non senza apprensione, al pari della squadra. In questo clima, la Juve Stabia si prepara a scendere in campo, peraltro gravata da quattro punti di penalizzazione per due diversi inadempimenti finanziari, ieri pomeriggio, dopo la cena sociale di metà settimana, che sembrerebbe aver riportato serenità nella squadra e nell’ambiente in vista del ritorno in campo con l’Entella, mister De Giorgio ha riportato il focus sul campionato: «È una partita difficile contro un avversario pericoloso. Ma siamo sereni, abbiamo lavorato bene. Sono fiducioso». Quella di Chiavari, fra l’altro, è l’ultima gara fuori casa in cui vige il divieto di trasferta per i tifosi gialloblù.
FONTE: Il Mattino











