
DA OLSEN – Sarà/sarebbe – per Nicolò – la seconda da titolare in Champions, mentre in campionato è fermo a una, quella con la Fiorentina al Franchi. Zaniolo lo abbiamo visto poco ma un po’ tutti hanno deciso che si tratti di un gran giocatore. Bel piede, gran fisico, ancora, è un classe 99, come Kluivert. Domani Di Francesco non avrà troppe alternative su cui riflettere, dunque. C’è Zaniolo e poco altro. All’Olimpico, titolare per la prima volta davanti al pubblico della Roma, numeroso e un po’ arrabbiato per quello che la squadra sta facendo in campionato.
FIDUCIA – «Di Francesco è un grandissimo allenatore. Mi aiuta molto, spesso con tanti consigli, ora tocca a me essere bravo per ripagare al meglio la fiducia che mi sta dando». Questo Zaniolo pensa e dice di Di Francesco, ma non sappiamo per quanto durerà questa fiducia in lui, visto che ormai il tecnico combatte con se stesso per restare aggrappato alla panchina. E il futuro sempre in bilico per il tecnico, l’aria non è buona: perché ormai Eusebio sbaglia se fa giocare i giovani e sbaglia se non li fa giocare; sbaglia se cambia modulo e sbaglia se non lo cambia. Quando si arriva a questa situazione, i calciatori, specie i più giovani, non sanno più cosa credere e quella fiducia di cui parla Zaniolo si disperde. La Roma oggi è una squadra svuotata di motivazioni, non funzionano i vecchi (e decisivi in passato), i nuovi hanno parso svariati treni, giovani e non. Il tecnico pure ci mette del suo. E domani c’è la Champions, che quelle motivazioni sa restituirtele a tutti, specie ai ragazzi. Per tanti motivi: perché su quel palcoscenico si possono raccogliere soldi, perché certe partite ti fanno sentire grande e perché in una notte finisci all’attenzione del mondo. Ecco perché, dallo Zaniolo di turno, ci si aspetta un po’ di brio. Che poi bastasse quello…










